Siniscalco: la prossima manovra non sarà indolore

29/07/2004


          giovedì 29 luglio 200
          IERI NUOVO ROUND DI INCONTRI SUL DPEF, QUESTA SERA IL VARO AL CONSIGLIO DEI MINISTRI. MONTEZEMOLO: PRIVILEGIARE SVILUPPO E INNOVAZIONE
          Siniscalco: la prossima manovra non sarà indolore
          L’inflazione programmata fissata all’1,5%, sindacati sul piede di guerra
          Alessandro Barbera

          ROMA
          «La sapete quella del vecchio saggio della montagna?», esordisce Berlusconi rivolto all’altra parte del tavolo. «Gli uomini del villaggio vanno da lui e gli chiedono: che inverno sarà? Freddo, risponde il vecchio. E giù a tagliare legna. Poi ci tornano. Come sarà? Molto freddo. E giù a tagliare altra legna. Ci tornano una terza volta, con lo stesso dubbio. E il vecchio saggio: molto, molto freddo. Gli uomini sono interdetti. Ma perchè ci dici che sarà sempre più freddo? E il vecchio: Perchè vedo un sacco di gente che taglia legna in continuazione». Insomma, non riempiamo le cascine di pessimismo, spiega il premier ai rappresentanti del mondo economico. Lo aveva detto al primo incontro, lo ripete. «Invito tutti all’ottimismo. Anche la signora della Cgil», dice Berlusconi rivolto a Marigia Maulucci, la «sostituta» di Guglielmo Epifani a Boston per partecipare alla Convention democratica. La segretaria confederale ha rubato la scena del vertice con una lunga invettiva contro la politica economica del governo: dalla manovra correttiva alle pensioni, fino all’obiettivo di inflazione programmata che Siniscalco non ha rivelato. «Se è l’1,5% è sbagliato e velleitario», ha protestato in conferenza stampa. Dai sindacati per il momento arrivano parole durissime, non solo da parte della Cgil e non solo di merito.
          «Il governo ha fornito solo affermazioni generiche e riconfermiamo tutto il nostro giudizio negativo», dice in conferenza stampa il numero uno della Cisl Savino Pezzotta. «Ci dicono che non sarà una stangata, ma se mettiamo insieme i numeri della manovra correttiva e quelli della prossima Finanziaria c’è poco da stare allegri». «Il giudizio rispetto a lunedì non è cambiato» aggiunge la Uil con Luigi Angeletti.


          Il governo in effetti non si è presentato al tavolo con novità sostanziali, anche se il ministro Siniscalco ha dato qualche dettaglio di un «menù» che sarà definito solo a partire dai primi di agosto. «Le ipotesi sulla manovra apparse sui giornali sono uscite dai cassetti o dai cestini».


          «Domani (oggi per chi legge) ci sarà il varo di un documento molto snello. Aspettatevi le grandi linee dell’altro giorno in forma piu dettagliata. Troverete orientamenti più specifici di politica economica». «Non siamo con l’acqua alla gola» e la manovra, «anche se non sarà indolore, non conterrà i tagli alla spesa sociale che temete». Siniscalco ha ribadito la sua impostazione dialogante: «Ho preso sul serio la consultazione e vagliato critiche e suggerimenti, anche quelli arrivati sul sito del Tesoro. In questa stesura del Dpef abbiamo cercato di introdurre molte indicazioni sui temi di fondo: dalla famiglia al no profit, dai prezzi, alle tariffe e poi welfare e innovazione».


          Sulle tasse Siniscalco ha garantito che ci saranno tagli Irpef («ma a partire dai ceti medi») e che l’intervento sull’Irap sarà «mirato» e per aree geografiche («partendo dal sud»). Si è detto disponibile a sedersi ad un tavolo per discutere della dinamica dei prezzi e dell’idea del collega francese Sarkozy di congelarli nella grande distribuzione. «Ma sia chiaro che i prezzi non li fissa il governo».
          Rispetto all’ultimo incontro l’aria con i sindacati era un po’ più tesa, se non fosse per il fatto che a pochi metri di distanza, alla Camera, si votava la fiducia sulla riforma delle pensioni. «I sacrifici dobbiamo farli tutti», ha detto il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo. Il numero uno di Viale dell’Astronomia è tornato a battere il tasto sull’importanza degli sgravi all’Irap, di una politica che punti a rilanciare il Mezzogiorno e sugli investimenti in ricerca e competitività. Montezemolo è rimasto impressionato da una delle slide presentate da Siniscalco al primo incontro a proposito del gap di competitività dell’Italia nei confronti di Francia e Germania. Cifre, come quelle sull’andamento dei conti pubblici «preoccupanti ma vere».


          Poco prima delle parti sociali era stato nuovamente il turno degli enti locali, in testa Regioni e Comuni. Un incontro che ha lasciato le autonomie locali deluse, anche in questo caso, per la mancanza di indicazioni certe. «Per il momento non abbiamo avuto risposte concrete», ha spiegato il presidente della conferenza delle Regioni Enzo Ghigo. D’altra parte «siamo ancora in una fase interlocutoria». Il presidente dell’Anci Domenici non ha nascosto la sua delusione: «Ci aspettavamo di più. Anzi, c’è stato un passo indietro. Sabato ci era stato proposto un metodo nuovo. Ma senza contenuti, ad esempio su quanto peserà la manovra su di noi, non è possibile dare giudizi». Il più deluso di tutti è stato però il governatore della Regione Emilia Vasco Errani: «La garanzia che non verrà toccata la sanità è allarmante, perchè invece bisogna toccarla e investire di più». Poche centinaia più in là, questa volta al Senato dove si sta votando la fiducia alla manovra correttiva, il sottosegretario Vegas dava ai senatori i numeri sull’andamento della spesa di cassa del comparto sanità: +24%.