Sindaci e «governatori», appello per l’ unità

14/10/2002


domenica , 13 ottobre 2002
ENTI LOCALI COMUNI

Sindaci e «governatori», appello per l’ unità

L’ offensiva degli amministratori: economia in crisi, i sindacati tornino insieme e basta liti nell’ opposizione
Caiano Enrico

MILANO – Voglia di rispolverare il vessillo ormai slabbrato del «partito dei sindaci» magari aggiornandolo a «partito degli Enti locali»? A sentire loro non ci pensano proprio, la definiscono con il «governatore» diessino Vasco Errani, «un’ iniziativ a sostanziale, non politicistica». Ma certo 41 nomi importanti di sindaci, presidenti di Regione e Provincia che firmano un «appello degli amministratori» perché Cgil, Cisl e Uil ritrovino la strada dell’ unità sindacale e, neanche tanto implicitamen te, perché l’ Ulivo delle mille fratture si comporti come loro, rappresentano un segnale politico di tutto rilievo. Soprattutto se di quel gruppo fanno parte sindaci del centrosinistra come Walter Veltroni (Roma) e Rosa Russo Iervolino (Napoli ), Sergio Chiamparino (Torino) e Paolo Costa (Venezia), o presidenti regionali come Antonio Bassolino (Campania), il promotore Vasco Errani (Emilia Romagna), Claudio Martini (Toscana) e Vito D’ Ambrosio (Marche). Del gruppo fanno parte diessini dalem iani e antidalemiani, uomini della Margherita, dello Sdi, un Verde e anche un Udeur: un Ulivo local in miniatura. Nel testo dell’ appello si definiscono «persone da sempre collocate nel campo di centrosinistra» che si sono decise ad intervenire «per l’ esperienza quotidiana delle nostre responsabilità». La spinta decisiva per il documento è stata la Finanziaria, definita «un colpo di freno alla riforma dello Stato in senso federale». Una legge che li costringe a «riaffermare la tutela dei serviz i essenziali per i nostri cittadini» e a considerare «urgente ogni iniziativa utile a difendere la qualità dello Stato sociale e della vita stessa nelle nostre città». Però i destinatari del documento sono ben precisi: «le confederazioni sindacali» p erché «in un momento di difficoltà per le prospettive produttive e di sviluppo del Paese», «così come sta già avvenendo di fronte alla crisi della Fiat, si possa rilanciare l’ unità fra i rappresentanti del mondo del lavoro». Che le bandiere di Cgil, Cisl e Uil possano sventolare insieme nelle piazze già venerdì prossimo, giorno dello sciopero generale cgil, l’ ultimo indetto da Cofferati e non condiviso da Pezzotta e Angeletti, i firmatari lo considerano utopia: «Che l’ atto dei sindacati divis i si consumi – sintetizza il sindaco Costa -. Ma dal momento dopo per favore comprendiamo tutti che senza l’ unità sindacale non si possono affrontare le enormi difficoltà che abbiamo di fronte. La contrapposizione non paga per nessuno». Dobbiamo «co mprendere tutti», dice Costa. E di quei «tutti» fanno parte anche i partiti che compongono l’ attuale centrosinistra, Ds e Margherita in testa. Loro i primi a procedere in ordine sparso su tanti temi fino a sfasciare il precario equilibrio sugli alpi ni in Afghanistan. A domanda precisa il dalemiano Errani non si tira certo indietro: «Chiediamo di prendere atto che siamo di fronte a una fase nuova e la fase nuova vale per tutti. Col nostro contributo è come se dicessimo: guardate che si può fare un passo in avanti, ci sono le condizioni, le ragioni sostanziali, sono i cittadini di questo Paese, i lavoratori colpiti dalla vicenda Fiat a sollecitarci un passo avanti». Costa è anche più esplicito: «Se il centrosinistra non ritrova la sua unità ha finito di lavorare, l’ opposizione non c’ è più. Comportandosi come negli ultimi giorni non si va da nessuna parte». La ricetta del primo cittadino prodiano di Venezia non è allora il partito dei sindaci ma certo contiene lo «stimolo» di chi «come noi dimostra ogni giorno che è possibile governare, assumersi responsabilità, tenendo insieme le ispirazioni che hanno dato origine all’ Ulivo e anche qualcosa in più, penso a Rifondazione. Rinunciando a parte delle proprie identità solo nel momento della realizzazione del programma». Ieri il leader ds Fassino e il responsabile economico Bersani sono stati gli unici a reagire all’ appello: «Condivido» ha detto il segretario; «Un fatto davvero importante perché indica la strada dell’ impegno e d ell’ unità», ha commentato con entusiasmo l’ ex ministro.

L’ APPELLO
AI SINDACATI

SCIOPERO
«In piazza con più temi»
I 41 amministratori locali del centrosinistra considerano lo sciopero generale del 18 ottobre «una delle iniziative util i per rilanciare una prospettiva che tenga uniti il tema dei diritti e il tema della qualità sociale e della salvaguardia di sistemi fondamentali come scuola, sanità, welfare locale
LA RICHIESTA
«Sindacati, tornate uniti»
Il cuore dell’ appello di si ndaci, «governatori» e presidenti di Provincia del centrosinistra è rivolto «alle confederazioni sindacali, affinché, come sta già avvenendo di fronte alla crisi della Fiat, si possa rilanciare l’ unità tra i rappresentanti del mondo del lavoro»
I FIRMATARI
Da Bassolino a Costa
Tra i 41 firmatari i sindaci Walter Veltroni, Rosa Russo Iervolino, Roberto Reggi, Paolo Costa e Sergio Chiamparino. Tra i «governatori» Antonio Bassolino, Vasco Errani, Claudio Martini e Vito D’ Ambrosio