Sindacato: noi distanti dalle risse della politica

06/12/2007
    giovedì 6 dicembre 2007

      Pagina 16 – Politica e società

      Sindacato: noi distanti
      dalle risse della politica

        Giorgio Pogliotti

        ROMA
        «Guai a confondere l’iniziativa sociale con quella politica»: Cgil, Cisl e Uil respingono ogni possibile collegamento tra l’ultimatum lamciato al Governo sullo sciopero generale di gennaio e le dichiarazioni del presidente della Camera (e leader del Prc), Fausto Bertinotti, sulla fine dell’Unione.

        Smussa i toni il vicepresidente di Confindustria, Alberto Bombassei: «Se la minaccia dello sciopero è solo per cercare di incentivare o accelerare il confronto – sostiene – fa parte del gioco, spero che prima di arrivare allo sciopero si possa mandare qualche messaggio rasserenante». Si tratta solo di una coincidenza temporale – martedì è stata pubblicata l’intervista di Bertinotti ed è stato minacciato lo sciopero – per Cgil, Cisl e Uil che giudicano strumentale ogni accostamento tra le due iniziative. A «negare» qualsiasi collegamento è Paolo Nerozzi (Cgil): «Abbiamo presentato una piattaforma, l’iniziativa di lotta serve per spingere il Governo e le controparti datoriali ad intervenire sulle emergenze salariali e contrattuali». Sulla stessa linea il numero due della Cisl, Pier Paolo Baretta: «L’azione sindacale non può farsi condizionare dal quadro politico che è costantemente incerto – dice -. Non siamo interessati a far cadere il Governo, al contrario, siamo per la stabilità, condizione necessaria per avere un interlocutore con cui affrontare i numerosi problemi aperti». Un’analisi condivisa da Paolo Pirani (Uil): «Non ci interessa un’azione di testimonianza – afferma – se chiediamo ai lavoratori un sacrificio economico per partecipare allo sciopero è perché crediamo che il Governo possa rispondere alle nostre richieste. ne uscirebbe rafforzato».

        Il rapporto con la sinistra comunista si è molto raffredato sul Ddl che recepisce il protocollo sul Welfare. Prc e Pdci hanno fatto da sponda politica alla Fiom e ai sindacati di base che contestano il protocollo sottoscritto dai sindacati confederali e avallato da 5 milioni di lavoratori in un referendum. Tutto ciò avrà ripercussioni sulla costituenda Sinistra e l’arcobaleno, alla quale guarda con interesse uno spezzone dellaCgil: «Sono iscritto alla Sinistra democratica ma non andrò agli stati generali – spiega Nerozzi -. Prima vanno chiariti i punti programmatici, i problemi irrisolti con Prc e Pdci che hanno criticato l’iniziativa sindacale. Si è creato un grave precedente. le Forze politiche che sostengono il Governo hanno il dovere di presentarsi alle parti sociali con posizioni condivise e di sostenere poi le intese raggiunte». Secondo Baretta l’incontro sul riordino degli enti previdenziali del 18 dicembre «potrebbe rappresentare l’accasione per un primo esame a tutto campo dei numerosi temi che compongonol’agenda di Governo del 2008».