“Sindacato (1)” Il tanto peggio di Epifani…

31/05/2005
    martedì 31 maggio 2005

    COMMENTI E INCHIESTE – pagina 10

    Sindacato / 1

    Il tanto peggio di Epifani…

    Un anno fa la Cgil di Guglielmo Epifani abbandonò una importante riunione con la Confindustria e le altre sigle confederali, perché si rifiutava di avviare una trattativa sulla riforma del sistema contrattuale, una riforma resa necessaria dai nuovi problemi che incombevano sulla nostra economia. Il motivo era il seguente: per affrontare la trattativa i sindacati dovevano individuare una posizione comune. È passato un anno. Nel frattempo le condizioni dell’economia italiana sono peggiorate e nonostante qualche tentativo della associazione degli industriali di riprendere il cammino interrotto, i sindacati non hanno ancora trovato una posizione comune. Né sembrano d’accordo sulla necessità di trovarla in tempi ragionevoli.

    L’ultimo episodio che conferma questo ulteriore ritardo si è verificato durante la chiusura del contratto del pubblico impiego. Governo, Cisl e Uil erano tutti d’accordo per riavviare al più presto il confronto con le associazioni imprenditoriali, per affrontare, nell’ambito della più generale politica a favore della competitività, anche i nodi irrisolti del nostro sistema di relazioni sindacali. Ma ancora una volta la Cgil si è rifiutata di mettere il problema all’ordine del giorno e ha minacciato di far saltare persino l’accordo sul pubblico impiego se le altre sigle si fossero impegnate col Governo in questa direzione. La reazione della Cisl, in particolare, è stata violenta. Il sindacato di via Po è stato chiaro: non si può continuare a sostenere scioperi e affrontare una stagione di rinnovi contrattuali che rischiano di accentuare le divisioni e il conflitto. Serve un ripensamento del sistema di contrattazione. Le categorie contrattuali vanno all’appuntamento dei rinnovi contrattuali senza precisi punti di riferimento. Il costo del lavoro per unità di prodotto cresce in Italia più che nel resto di Europa. Eppure la Cgil si nega e le recenti affermazioni del suo segretario generale, Guglielmo Epifani, sembrano indicare che non si voglia affrontare la dura realtà economica che abbiamo di fronte.

      Sembra quasi si voglia tornare alla politica del tanto peggio.