Sindacati/1: L’autonomia secondo Pezzotta

12/07/2005
    sabato 9 luglio 2005

    COMMENTI E INCHIESTE – pagina 10

      Sindacati / 1

      L’autonomia secondo Pezzotta

      L a Cisl deve molto a Savino Pezzotta. Ha guidato con forza e dirittura morale la Confederazione. Ma soprattutto ha evitato pericoli molto seri che minacciavano il suo sindacato e tutte le organizzazioni dei lavoratori.

      Il primo, quello del bipolarismo. Pezzotta ha preso la guida della Cisl nel dicembre del 2000, quando l’Italia si preparava alle elezioni politiche. Il Paese si stava polarizzando, tutti da una parte o dall’altra. Il sindacato poteva essere risucchiato in questa spartizione. Molti lavoravano in questa direzione.
      Certamente Sergio D’Antoni, che chiedeva, o pretendeva l’appoggio della Cisl per la sua avventura politica.
      Ma anche i due schieramenti politici spingevano, perché l’appoggio del sindacato poteva essere determinante, almeno per la partita della governabilità del Paese.

      Poteva accadere di ritrovarsi con un sindacato di destra e uno di sinistra. Non era fantapolitica, era un progetto preciso. La Cgil di Sergio Cofferati premeva per una soluzione di questo tipo. Pezzotta si oppose, rivendicando nei fatti un definito spazio di autonomia, sia verso gli altri sindacati, sia verso i partiti. La stessa autonomia che lo ha portato poi a trattare con il Governo Berlusconi fino alla conclusione del Patto per l’Italia. Pezzotta non strinse quel patto per favorire il Governo, ma perché lo ritenne utile per difendere i diritti dei lavoratori. Da buon sindacalista guardò al merito dei problemi e non agli schieramenti. E per le stesse motivazioni si schierò contro il Governo quando si accorse che quel Patto rimaneva lettera morta.

        Adesso la Cisl ha aperto una nuova partita per rinnovare il modello di contrattazione e dare così nuova linfa alle relazioni industriali.
        Lo ha fatto nella consapevolezza che il sindacato sta perdendo ruolo e rischia l’emarginazione, quindi la sconfitta. Un’altra partita delicata, perché deve pungolare la Cgil senza perdere unità di comportamenti. Non sarà facile.