“Sindacati/1″ Distratti dalla politica

07/09/2005
    mercoledì 7 settembre 2005

    COMMENTI E INCHIESTE – pagina 8

      SINDACATI / 1

      Distratti dalla politica

        Epifani, Angeletti e altri segretari, confederali e non, hanno in tasca anche la tessera del partito e fanno parte degli organismi dirigenti dei Ds tanto da creare, a volte, delle vere e proprie correnti interne in grado di modificare i rapporti di forza tra le diverse anime.
        Potrebbe anche essere considerato fisiologico e finora è passato come un fatto " normale".

        Ma è, in realtà, la spia di un conflitto di interessi che, nell’ultima stagione sindacale, ha condizionato notevolmente l’azione di Cgil, Cisl e Uil. O, per meglio dire, l’inazione delle tre sigle sindacali. E non è un caso che sia diventato argomento di confronto anche all’interno dei partiti dell’Unione (non è un mistero che Francesco Rutelli, ad esempio, consideri impropria questa commistione).

        Il tarlo della politica indebolisce l’autonomia d’azione, la lucidità della strategia e finisce per far cambiare l’ordine delle priorità che — non va mai dimenticato — è la tutela degli interessi dei lavoratori. Proprio ieri la Cgil ha annunciato la celebrazione dei suoi cento anni di vita, di cui gli ultimi sono forse i meno brillanti quanto a concretezza di risultati.
        Anche la Cgil di Gugliemo Epifani, un leader che ha comunque saputo traghettare la confederazione dalle barricate più estremiste a posizioni meno antagoniste, è condizionata dal complesso del Governo nemico. Al dunque, al momento della ratifica di qualche risultato scatta il " richiamo della foresta": chi firma un accordo, fa un favore al nemico che incassa un dividendo politico. Questo ha impedito intese unitarie sulla flessibilità, lo sblocco di alcuni contratti delicati come quello dei meccanici, le intese su welfare e politica industriale.

          Tocca — come sempre nell’ultima fase — soprattutto alla Cisl di Savino Pezzotta il ruolo di rompighiaccio. La riunione di ieri delle segreterie sulla riforma della contrattazione è soprattutto merito suo. Ed è un primo passo avanti. Ma se anche Pezzotta cedesse alle sirene della politica ( che hanno già cominciato a blandirlo) si tornerebbe alla casella di partenza. Come in un gioco dell’oca. Dove l’oca, però, sono in lavoratori.