Sindacati Usa: parte da Amazon.com l’assalto all’high-tech

24/11/2000

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Venerdì 24 Novembre 2000
finanza internazionale
Per i sindacati parte da Amazon.com l’assalto all’high-tech

NEW YORK Nel Natale del 2000 non c’è pace per le aziende del commercio elettronico: mentre a Wall Street e al Nasdaq i titoli Internet sono caduti ai livelli più bassi degli ultimi 12 mesi un nuovo assalto alla diligenza della new economy è stato lanciato dai sindacati Usa, che dopo aver seguito a distanza il successo di alcune imprese di e-commerce hanno deciso che è giunto il momento di portare la bandiera sindacale nell’hi-tech. Le "unions" sono meno di una comparsa marginale nel grande teatro della Silicon Valley e in particolare sul Web, dove le imprese hanno mantenuto per anni la pace sociale grazie a generosissime offerte di azioni e di stock option.

Ora che il vento della Borsa si è invertito — e il valore delle opzioni è sceso ai minimi termini — il sindacato vede aprirsi un’opportunità da non perdere: far leva sul malcontento dei lavoratori Internet e sulla necessità delle imprese di garantire il massimo dell’efficienza nel periodo natalizio per conquistare un ruolo da protagonista nella contrattazione del "cyber-lavoro". Il primo obiettivo a essere entrato nel mirino della Communications Workers of America — il sindacato dell’industria delle comunicazioni — è in questo contesto Amazon.com, la grande libreria online: i sindacati stanno cercando non solo di convincere i 400 dipendenti di Amazon.com nel servizio di assistenza ai clienti di Seattle di iscriversi, ma stanno anche spingendo alla sindacalizzazione i 5mila dipendenti dei centri di distribuzione nazionale del sito.

Se il sindacato riuscirà a spuntarla, i lavoratori di Amazon diventeranno i primi dipendenti della new economy a godere della stessa protezione di cui usufruiscono i lavoratori telefonici o quelli dell’auto, ma per il presidente di Amazon Jeff Bezos la situazione potrebbe farsi davvero pesante: per evitare scioperi sotto Natale, il sito potrebbe essere costretto ad accettare pesanti concessioni salariali e normative. E con il titolo di Amazon in ribasso del 77% sul massimo dell’anno, la Borsa non accetterebbe volentieri costi aggiuntivi su una società ancora lontana dal profitto.

Alessandro Plateroti