Sindacati uniti su welfare e pensioni

15/02/2007
    martedì 13 febbraio 2007

    Pagina 40 – Economia

      IL CONFRONTO

      Cgil, Cisl e Uil votano il documento. Polemica Bonanni-Cremaschi sulla scelta del primo maggio a Torino

        Sindacati uniti su welfare e pensioni Damiano: buona l´adesione ai fondi

          LUISA GRION

          ROMA – Pensioni, competitività, welfare e riforma della Pubblica amministrazione: il sindacato dà il via libera ai confronti con governo. E mette subito in chiaro un punto: non ci sarà scambio fra età pensionabile e coefficienti. Gli esecutivi di Cgil, Cisl e Uil ieri hanno approvato il documento unitario che fissa criteri di discussione sui quattro temi, la previdenza innanzi tutto (si chiede essenzialmente il superamento dello scalone e si ribadisce il no secco alla revisione dei coefficienti di rivalutazione). Il voto è stato a larghissima maggioranza con 4 voti contrari (fra cui Giorgio Cremaschi della Cgil che intravede nel documento un apertura, non condivisa, sull´innalzamento dell´età pensionabile) e uno astenuto. Ora il testo sarà portato al dibattito dei lavoratori, ma Raffaele Bonanni, leader della Cisl, vi vede una vera e propria «sfida al governo». «Noi abbiamo cercato le convergenze possibili, il governo ora deve ricomporre le difficoltà ed esprimere una voce univoca, presupposto ineludibile di qualsiasi negoziato con noi».

          Certo il confronto che si aprirà non sarà una passeggiata e le tensioni già affiorano: «Non sarà ammesso alcun scambio fra scalone e coefficienti» ha detto Bonanni stoppando le voci di un possibile «strappo» della Cisl. Punto sul quale tutte le sigle sono ferme: «Nessuno può permettersi di usare le consultazioni come una clava da brandire per spezzare gli equilibri» ha puntualizzato Guglielmo Epifani, leader della Cigl. Ancor più chiaro Luigi Angeletti segretario della Uil: «Nel paese c´è il tentativo di mettere all´angolo il sindacato perché sta diventando un interlocutore scomodo e perché si rifiuta di essere corporativo».

          Comunque, in attesa che la discussione sulla previdenza decolli e nonostante le difficoltà già intraviste al tavolo, il ministro del Lavoro Cesare Damiano ha tracciato un quadro positivo sulla parte già andata in porto: la riforma del Tfr. «C´è una progressione importante delle persone a scegliere la previdenza complementare che in percentuale porterà ad innalzare l´attuale livello del 13 per cento» ha detto. Il governo, si sa, punta a raggiungere il tetto del 40, ma per avere stime attendibili sull´andamento bisognerà attendere marzo.

          Pensione a parte, oltre al documento unitario, ieri Cgil, Cisl e Uil – fra qualche nota polemica – hanno anche annunciato che quest´anno la festa nazionale del Primo di maggio si terrà a Torino. Città scelta – ha detto Bonanni – «perché sembrava destinata al declino, ma si è riproposta a livello internazionale prima con i giochi olimpici e poi con l´esempio della Fiat. E´ un esempio di straordinaria rimonta, che ci dice come l´impegno di una dirigenza capace può trarre il meglio dai lavoratori». Motivazioni che, appunto, non sono piaciute a tutti: nulla da dire sulla scelta di Torino – ha commentato sempre Cremaschi – «ma che ciò si debba giustificare con la politica di Marchionne è una sciocchezza». «Le luci di Mirafiori non possono nascondere le migliaia di ore di cassa integrazione e le decine di fabbriche ancora a rischio» ha rincarato Giorgio Airaudo, numero uno della Fiom provinciale. E anche Antonino Regazzi della Uilm è un scettico «Ci sono perplessità sul metodo: Torino andava bene come Catania» ha detto.