Sindacati uniti dallo sciopero, ma divisi sul resto

13/10/2003



      Domenica 12 Ottobre 2003



      Sindacati uniti dallo sciopero, ma divisi sul resto


      CAPRI – Lo sciopero generale unitario del 24 ottobre non sarà revocato. I sindacati sono uniti in questa protesta. Lo hanno detto chiaramente, a Capri in occasione del XVIII Convegno dei giovani imprenditori, i segretari della Uil, Luigi Angeletti e della Cgil, Gugliemo Epifani. «Uno sciopero di proposta», lo ha definito il segretario della Uil. «Una risposta corretta – ha commentato Epifani – sia sui contenuti della Finanziaria che sulla riforma delle pensioni». Ma, sempre a Capri, il fronte sindacale si è nuovamente diviso sul tema del contratto dei metalmeccanici. Sindacati uniti, dunque, nella protesta contro Finaziaria e riforma delle pensioni. «Lo sciopero resta confermato. A meno che – precisa Angeletti – qualcuno mi dica che domani il Governo ritirerà il provvedimento». Ma la proposta del sindacato, quella contenuta nel documento comune presentato al Governo da Cgil, Cisl e Uil, aggiunge Angeletti, non piace al Governo. «È una proposta omeopatica – commenta con ironia – ma che funziona». Sull’apertura al dialogo del Governo, Angeletti ha mostrato scetticismo: «È più una scelta politica – dice – che un gesto concreto». Finanziaria e riforma delle pensioni per Epifani «sono due scelte che non vanno nella direzione giusta da dare al Paese, che deve assolutamente perseguire gli obiettivi della coesione sociale, e di uno sviluppo di qualità. Sviluppo, diritti, coesione sociale sono concetti molto vicini». Epifani intanto chiarisce e rassicura: «Lo sciopero non è lo strumento. Nessuno è cresciuto nella lettura del libro di Sorel. Del resto, proprio quest’anno gli scioperi sono calati rispetto al passato. Nel Paese c’è in realtà una situazione diversa da quella che viene raccontata. Il conflitto può essere utile quando si vogliono affermare politiche e difendere interessi o diritti che si ritiene siano minacciati o messi in discussione. Interessi non particolari, ma generali, da tutelare per favorire sviluppo e conoscenza». Sindacato compatto? Su molti fronti tracciamo percorsi unitari, dice Angeletti, ma permane una diversa cultura. Il leader della Uil parla di «cultura residuale, figlia di una storia che parte dall’idea che ci sia uno stato regolatore nelle vicende sociali e che la lotta di classe non può scomparire». Mentre Epifani ricorda l’accordo per la competitività firmato con Confindustria e ricorda le «tante cose che uniscono il sindacato»: «Siamo preoccupati insieme sul fatto che ci sia una situazione difficile per le imprese italiane; siamo d’accordo sull’impostazione di una politica dei redditi che tenga sotto controllo inflazione, prezzi e tariffe». Ma sul tema del contratto dei metalmeccanici i due leader sindacali confermano posizioni del tutto contrastanti. «La Fiom – dice Angeletti intervenendo alla tavola rotonda dedicata al tema "L’impresa della conoscenza"- più che con gli industriali se la prende con Fim e Uilm». «Stiamo litigando sul contratto – conferma Epifani – il conflitto finirà per riversarsi su lavoratori e imprese». Inoltre – ha aggiunto il leader Cgil – abbiamo un punto di dissenso sulla legge 30 (la legge Biagi): c’è troppa precarietà e non siamo d’accordo con il sindacato che gestisce le assunzioni. Lo diciamo con grande serietà e chiarezza».

      VERA VIOLA