Sindacati sulle barricate: le pensioni non si toccano

23/09/2003




23 Settembre 2003

OGGI A PALAZZO CHIGI PRIMI INCONTRI DEL MINISTRO TREMONTI CON LE PARTI SOCIALI, LE REGIONI ED I COMUNI
Sindacati sulle barricate: le pensioni non si toccano
Cgil e Uil parlano già di sciopero generale, la Cisl di mobilitazione e lotta
Alessandro Barbera

ROMA
Prima ancora che inizi il confronto atteso per oggi pomeriggio con il Governo su pensioni e Finanziaria, i sindacati suonano i tamburi di guerra e, almeno la Cgil e la Uil, minacciano apertamente lo sciopero nerale. «Se venissero confermate le ipotesi finora circolate, Cgil, Cisl e Uil dovranno incontrarsi per decidere una forte fase di mobilitazione e di lotta» e definire le modalità di uno sciopero generale «da fare in tempi stretti». La Cgil, al termine di una riunione della sua segreteria, ha espresso ieri «fortissima preoccupazione» per la manovra economica e la riforma delle pensioni che il Governo varerà, salvo sorprese, venerdì, dopo il rientro del presidente Berlusconi da New York. Pressoché uguali le parole del leader della Uil Luigi Angeletti: «Se fossero confermate le attuali notizie, vi chiediamo mandato a proclamare uno sciopero, anche generale, da concordare con le altre confederazioni», ha detto al termine della direzione nazionale dell’organizzazione. La Cisl in una nota diffusa al termine del Comitato esecutivo non usa espressamente la parola «sciopero generale» ma da mandato «alla segreteria di verificare con Cgil e Uil la promozione di iniziative mobilitazione e di lotta adeguate a sostenere le richieste del sindacato».
I sindacati confederali, attesi al confronto con il governo insieme alle altre parti sociali, sono sostanzialmente favorevoli agli incentivi per restare al lavoro ma del tutto contrari a interventi sulle pensioni di anzianità a partire dal 2008. «È un’idea sbagliata», spiega Angeletti. «E’ impensabile che si possa aumentare di colpo il requisito dell’anzianità contributiva». Inoltre, «non tutti i lavori sono uguali e l’età contributiva può e deve variare». I sindacati confederali si trovano uniti nel difendere la riforma Dini che, a loro parere, si è rivelata efficace ed avrebbe equilibrato il sistema previdenziale. Ma l’insoddisfazione è anche per la manovra di bilancio che si va profilando. «Mi sembra una finanziaria poco attenta allo sviluppo», ha spiegato ancora il leader della Uil ribadendo un tema che trova sostegno anche fra le altre confederazioni: «L’incremento del costo della vita che sta pesando sui redditi dei lavoratori e delle famiglie molto più di quanto fosse prevedibile».
In questa fase politica i sindacati sembrano dunque ritrovare dunque l’unità. Al punto che le tre confederazioni stanno predisponendo un documento unitario che dovrebbe essere consegnato all’incontro. Scontata una posizione unitaria sulle pensioni, l’intesa potrebbe allargarsi alla Finanziaria. Resterebbe ancora qualche distinguo sugli interventi relativi alla politica dei redditi. Il testo conterrà una posizione comune su quattro punti: sviluppo, previdenza, prezzi e tariffe, sanità e welfare. Ovvero le priorità dal vertice tra i leader confederali di una settimana fa. Al testo congiunto, che dovrebbe essere di 6 o 7 pagine, mancano le ultime limature «tecniche» rinviate a questa mattina. «C’è una sostanziale unità di intenti e nessuna differenza significativa nei punti di vista» sottolinea il responsabile economico della Cgil, Beniamino Lapadula. Gli fa eco il segretario confederale della Cisl Pierpaolo Baretta: «tra di noi non ci sono problemi».
Sulla linea delle tre confederazioni anche l’Ugl, almeno per quanto riguarda il tema della previdenza. Il sindacato vicino ad An ha convocato per domani la segreteria che deciderà la posizione da assumere. «È comunque scontato il no del nostro sindacato alle ipotesi avanzate più o meno ufficialmente di modifica dell’attuale sistema previdenziale», ha dichiarato ieri il segretario generale Stefano Cetica.
Un appello al confronto giunge dal ministro dell’Agricoltura Alemanno che chiede ai sindacati di «tenere conto delle parole del Governatore Fazio sulle pensioni». Alemanno lancia inoltre una sponda ai sindacati rivolgendosi ai colleghi Maroni e Tremonti: «An non mette in discussione la riforma della previdenza progettata, ma chiediamo che vada inserita nella delega in discussione in Parlamento», una strada che «va definita prima dell’approvazione del Cdm di venerdì, augurandoci che si arrivi a trovare un intendimento con le parti sociali». Secondo quanto riferiscono alcune fonti, però, l’unica modifica che l’esecutivo sarebbe disposto a concedere ai sindacati dovrebbe riguardare l’eliminazione della decontribuzione dalla delega previdenziale.
Prima di incontrare le parti sociali, nel pomeriggio, il governo è atteso al confronto con gli enti locali, e in particolare con le Regioni. Il principale nodo del confronto con i governatori è quello del condono edilizio. Anche se non sono ancora stati definiti i dettagli della sanatoria – al ministero dell’Economia proseguono senza sosta gli incontri tecnici per definirla – resta la contrarietà di molte Regioni che difendono le competenze in materia urbanistica a loro affidate. Nei giorni scorsi alcuni presidenti, in particolare dell’opposizione, hanno minacciato il ricorso alla Corte Costituzionale e provvedimenti legislativi regionali per neutralizzare gli effetti della sanatoria. Anche i comuni non sono entusiasti, poiché il condono potrebbe aumentare i costi di urbanizzazione.