Sindacati sotto l’Ulivo, ma in ordine sparso

22/07/2002

domenica 21 luglio 2002

Possibili incontri separati. In forse la presenza di Pezzotta, irritato con Cofferati per l’invito a proclamare insieme lo sciopero generale
Sindacati sotto l’Ulivo, ma in ordine sparso
Domani Cgil, Cisl e Uil dai leader della coalizione per un difficile tentativo di riavvicinamento

Giovanni Laccabò

MILANO Sotto l’Ulivo ma a ranghi sparsi, domani a Montecitorio i tre
sindacati tentano l’avvio di un difficile riavvicinamento confrontandosi
coi capigruppo e i leader dell’Ulivo sui temi sociali legati al Dpef, ma
l’esito è molto condionato da una vigilia turbolenta: le divisioni sono
molto profonde, la polemica infuocata e ogni nuova presa di posizione
diventa motivo di ulteriori ripicche. Forse l’incontro non vedrà insieme
i tre sindacati, che giungeranno all’appuntamento a ranghi sparsi.
Forse l’incomunicabilità avrà anche una connotazione fisica e forse Savino
Pezzotta non ci sarà, molto irritato – fa sapere lui stesso – per l’invito di Sergio
Cofferati a proclamare insieme lo sciopero generale d’autunno già indetto
dalla sola Cgil contro le politiche economiche e sociali del governo,
proposta che anche Luigi Angeletti ha fatto cadere con un certo disappunto.
Il fossato tra i sindacati scavato da governo e Confindustria sembra farsi ogni
giorno più profondo. Eppure proprio la eccezionale gravità della rottura induce
ad apprezzare ancora di più il valore delle ragioni che hanno indotto Ds e Ulivo
a mettere in campo questa prima iniziativa diretta a ricreare le prospettive
unitarie, pur senza minimizzare le difficoltà e rispettando le differenze
tra le tre confederazioni. Tanto arduo si presenta il compito quanto necessario
per contrastare il disegno del governo che, nella divisione cercata e provocata
dei sindacati, e nell’isolamento della Cgil, cerca lo spazio perché prolifichino
i corporativismi e i poteri forti. Ricostruire l’unità e sollecitare la reciproca
conoscenza delle posizioni, queste le principali ragioni del summit di domani.
Spie ga Cesare Damiano: «L’Ulivo ha anche da proporre una grande iniziativa
riformista su più fronti, tutti importanti quali la Carta dei diritti, la riforma degli
ammortizzatori, il reddito minimo di sostentamento, la riforma del processo
del lavoro, tutte misure che rafforzano i diritti e le tutele e che spostano il terreno
della sfida, dalla competitività sui costi a quella sulla qualità». È il «contro
Dpef dell’Ulivo», lo definisce il re sponsabile economico Ds Pier Luigi
Bersani: «Su quel terreno cercheremo punti di sensibilità coi sindacati, dal momento
che i dati di riferimento macroeconomici del governo sono tutti sballati».
Sul Dpef le posizioni dei sindacati non sono distanti da quelle dell’Ulivo,
ed anche sulle grandi questioni sociali – sanità, scuola e pubblico impiego –
i sindacati sia pure con toni diversi manifestano posizioni critiche rispetto al
Dpef che, dice Bersani, «nemmeno Cisl e Uil hanno approvato».
La prospettiva unitaria si può muovere su un terreno concreto proprio perchè,
se è vero che il patto separato nasce dal Dpef, è anche vero che Cisl e Uil ne
contestano l’impostazione. E si apre, la prospttiva unitaria, anche di fronte
alle incognite dell’autunno legate al Dpef ma annche all’avvio del rinnovo
dei contratti che è arduo sperare di concludere uniti se si parte divisi.
Anche i sindacati arrivano all’incontro di domani con un’agenda gonfia di temi.
Guglielmo Epifani annuncia che la Cgil riproporrà l’allarme sui conti pubblici,
l’esigenza di impedire la riforma fiscale, i timori per la sanità e per il blocco
della spesa sociale ai livelli 2001, il contrasto alla delega sulle pensioni, la scarsa
qualità della manovra su sviluppo e innovazione, l’inflazione programmata
e la politica dei redditi.
Per il vicesegretario Uil Adriano Musi è doveroso ritrovare posizioni unitarie,
a cominciare dal confronto con la Cgil «per un’analisi sui contenuti del Dpef sia
negativi che positivi».
Invece per il leader Cisl Raffaele Bonanni l’avvio del dialogo presenta
complicazioni: «Tutto dipenderà dalle prime battute e soprattutto dalla
volontà di parlare di argomenti non ancora affrontati». Come dire: se la
lingua batte sul patto per l’Italia, e sulle polemiche che ne sono seguite
il confronto farà poca strada. E ancora: «Sarebbe opportuno voltare pagina
con nuovi argomenti tali da farci muovere verso un’azione concordata».
Bonanni punta molto sulla Carta dei diritti, per estendere le tutele ai cococo
e ai lavoratori che ne sono sprovvisti. La Cisl propone che si parli anche di
politica dei redditi e della questione salariale, puntando sulla contrattazione
di secondo livello pur mantenendo il contratto nazionale.