Sindacati senza un accordo

31/05/2002


VENERDÌ, 31 MAGGIO 2002
 
Pagina 9 – Economia
 
Non ci sarà l´incontro delle tre segreterie prima del vertice col governo. Cgil: no al referendum di Bertinotti
 
Sindacati senza un accordo
 
Cofferati: stralciate o sarà ancora sciopero generale
 
 
 
Se non sarà soddisfatta delle risposte, la Cgil potrebbe anche abbandonare il tavolo del confronto a Palazzo Chigi
 
RICCARDO DE GENNARO

ROMA – Niente incontro tra i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil prima del vertice a Palazzo Chigi in programma nel pomeriggio di oggi: i rapporti tra i sindacati confederali tornano a farsi difficili. Al punto che, se l´atteggiamento di Cofferati, Pezzotta e Angeletti al tavolo con il governo dovesse risultare non univoco, l´incontro non si farà neppure dopo. I sindacati, infatti, non sono riusciti a raggiungere un´idea di piattaforma comune, nonostante lo sciopero generale unitario del 16 aprile a sostegno della richiesta di stralcio delle modifiche all´articolo 18 e della norma sull´arbitrato dalla delega sul mercato del lavoro. Per il momento, tuttavia, le tre confederazioni non possono ancora essere definite «divise» e l´ipotesi di un accordo separato sul mercato del lavoro, come quella per i contratti a tempo determinato, non viene presa seriamente in considerazione da nessuno. Se questo è uno scenario possibile, però, lo si saprà oggi. Basta attendere.
Il governo tenterà di dare al «vertice» un «taglio» più di metodo che di merito: esporrà l´ampio perimetro del quadro generale del confronto, definirà le missioni dei quattro «tavoli» tecnici, stabilirà l´agenda degli incontri, il «percorso». Soprattutto eviterà, in modo da prendere tempo, di entrare nel merito delle questioni, a partire dal tema più scottante, quello delle modifiche all´articolo 18. La strategia di Cofferati va tuttavia nella direzione opposta: dopo aver «denunciato» il tentativo del governo di trascinare la discussione oltre il 30 settembre per «intralciare» il referendum abrogativo della delega sul mercato del lavoro, il leader della Cgil dovrà «costringere» il governo a scoprire le carte sulla delega-lavoro e sull´eventuale disegno di legge ad hoc nel quale riversare le norme di modifica dell´articolo 18 per «togliere dal tavolo» il tema, come chiedono Cisl e Uil.
Se il governo non dirà, nella massima trasparenza, che c´è lo stralcio delle norme sull´articolo18 (ma ci si aspetta anche una retromarcia sugli ammortizzatori sociali «a costo zero»), Cofferati si alzerà e lascerà l´incontro: «Se non ci sarà lo stralcio di tutto ciò che riguarda l´articolo 18 e l´arbitrato, la Cgil non si renderà in alcun modo disponibile a una trattativa», ha detto ieri Cofferati, il quale ha precisato che «la Cgil ha sempre partecipato alle discussioni sul fisco, come a quelle sul Mezzogiorno: è poi nostro interesse discutere sulla delega sulle pensioni che deve essere radicalmente cambiata». Se non sarà soddisfatta delle risposte del governo, la Cgil riunirà la segreteria e deciderà le nuove iniziative della mobilitazione, sciopero generale compreso.
Nella stessa segreteria, Cofferati dovrebbe anche formalizzare il «no» della maggioranza della Cgil al referendum per l´estensione della tutela dell´articolo 18 dello Statuto dei lavoratori ai lavoratori delle imprese sotto i 16 dipendenti, un referendum che ha viceversa il sostegno della minoranza di «Cambiare rotta» e di tutta la Fiom-Cgil: i metalmeccanici cominceranno infatti nei prossimi giorni un intenso volantinaggio nelle fabbriche «per raccogliere – precisa Giorgio Cremaschi, della segreteria nazionale – 150-200mila firme sotto lo slogan: l´articolo 18 non si tocca e si estende a tutte e a tutti».
Che cosa faranno invece, oggi, Cisl e Uil? La Cisl di Pezzotta potrebbe rimanere seduta al tavolo se il governo dovesse rimandare ogni decisione sull´articolo 18 oppure stralciare le modifiche per dirottarle in un ddl ad hoc senza definirne i contenuti (una sola deroga e non re, ma senza dire quale): «Vedremo quali saranno le proposte del governo. Veniamo da una fase di mobilitazione, e sarebbe auspicabile entrare in un momento di negoziato», ha detto ieri Pezzotta, il quale è risoluto ad andare avanti nella trattativa: non è un segreto che la Cisl sarebbe anche disposta ad accettare le modifiche all´articolo 18 nel caso fosse salvata la sola tipologia dei lavoratori delle imprese che emergono dal nero.
Quanto alla Uil, è probabile invece che, a meno di un clamoroso e imprevisto irrigidimento delle posizioni del governo – il leader della Uil, Luigi Angeletti, rinvii democraticamente ogni decisione alla direzione Uil, già convocata per il dopo-vertice: «Penso che il governo ci proporrà qualcosa di nuovo. Ma quanto nuovo e quanto soddisfacente per noi lo verificheremo nell´incontro», dice Angeletti. Il quale non vuole sbilanciarsi: «Decideremo che cosa fare a seconda di quello che ci diranno», aggiunge Angeletti, sindacalista navigato che difficilmente si chiude una via d´uscita.