Sindacati, sarà uno sciopero sentito

25/03/2004

ItaliaOggi (Primo Piano)
Numero
072, pag. 3 del 25/3/2004
di Giampiero Di Santo


I confederali hanno spiegato le ragioni dell’astensione dal lavoro di 4 ore indetta per domani.

Sindacati, sarà uno sciopero sentito

Cgil, Cisl e Uil: la protesta è necessaria per aprire il confronto

Uno sciopero generale di quattro ore per convincere il governo a cambiare politica economica e rinunciare ai suoi progetti di riforma delle pensioni. Con un’astensione dal lavoro che domani bloccherà l’Italia e che nelle intenzioni dei leader di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, sarà determinante ´per aprire un confronto con il governo sui principali aspetti della politica economica’. Sono stati i tre leader confederali, nel corso di una conferenza stampa, a spiegare lo svolgimento della giornata di protesta. E a sottolineare che l’iniziativa sarà ´utile, sentita e partecipata da tutta l’Italia’. Mentre il ministro del welfare Roberto Maroni, dopo avere riconosciuto che ´lo sciopero generale di venerdì non è stato proclamato contro il governo o per motivi politici, ma sostiene una piattaforma rivendicativa, elaborata dai sindacati’, ha aggiunto che ´subito dopo la protesta il governo ascolterà i rappresentanti dei lavoratori’.

Nella conferenza stampa tenuta in mattinata, del resto, i segretari generali erano stati chiari.´Sarà uno sciopero sentito non solo dai nostri iscritti, ma da tutto il paese’, aveva detto Angeletti. ´La mobilitazione si sta preparando bene in tutta Italia, si stanno svolgendo assemblee unitarie in ogni luogo di lavoro e le manifestazioni, che avranno carattere provinciale, si annunciano molto partecipate’, gli aveva fatto eco Epifani. Mentre Pezzotta ha spiegato che ´dopo un periodo lunghissimo di assenza di dibattito sulla questione economica, con lo sciopero il dibattito si è alzato e sta crescendo la sensibilità sui problemi del paese’. Problemi individuati dai sindacati nella mancanza di una politica per lo sviluppo, che non a caso è tra le richieste più pressanti della piattaforma presentata già al governo e alle altre parti sociali. Le misure per rilanciare l’economia e per rendere più competitive le imprese, del resto, furono oggetto di una trattativa con la Confindustria e con altre associazioni di imprese, che condusse nel 2002 alla presentazione all’esecutivo di un documento firmato dalle associazioni dei datori di lavoro e dai rappresentanti sindacali. Ora, dopo che Cgil, Cisl e Uil hanno messo a punto e presentato la loro piattaforma, nei prossimi giorni saranno Confindustria e Confcommercio, nel corso di alcuni incontri con i segretari generali, a fornire le loro indicazioni e le loro proposte. ´Il paese si sta costantemente deindustrializzando, le aziende chiudono sia a Nord sia a Sud, e il sindacato non può stare a guardare’, ha detto Pezzotta. Epifani, dal canto suo, aveva osservato che ´l’Italia sta vivendo la più lunga stagnazione produttiva della storia della repubblica e non ci sono segnali di inversione di tendenza. Siamo in presenza del fallimento della politica economica del governo Berlusconi, mentre è necessario un grande sforzo di rilancio dell’economia e dello sviluppo per evitare il declino del paese’.

Il programma prevede che i lavoratori del pubblico impiego, delle regioni, delle autonomie locali, della sanità, degli enti previdenziali e di Federcasa sciopereranno per l’intera giornata, così come anche il mondo della scuola, le poste e i lavoratori del credito e della riscossione tributi. Il trasporto pubblico nazionale di fermerà per quattro ore, mentre il trasporto aereo si asterrà dal lavoro il 5 aprile.

La mobilitazione durerà otto ore il 26 marzo per il commercio e per Sicilia, Lazio e le regioni in cui il sindacato aveva già indetto scioperi a carattere regionale. Nell’attesa dello sciopero generale, le votazioni del disegno di legge delega in materia di riforma delle pensioni da parte della commissione lavoro del senato sono state sospese fino a martedì prossimo. ´La sensazione è che la maggioranza abbia deciso di attendere che il governo convochi le parti sociali’, ha detto il Verde Natale Ripamonti. La commissione ha quindi espresso un parere solo su 226 dei più di 700 emendamenti presentati dalle forze politiche di maggioranza e opposizione. Una serie di modifiche cui il governo si è già dichiarato contrario.