Sindacati ricompattati Ipotesi sciopero generale

17/05/2010

Il governo dica finalmente la verità sulla crisi e sui conti, e convochi subito le parti sociali per trovare soluzioni più eque di quelle ipotizzate finora. Altrimenti, si aprirà inevitabilmente la strada a scioperi e mobilitazioni. Come in Grecia, come in Spagna». I sindacati, in attesa che il ministro Tremonti dica come intende recuperare25 miliardi in due anni (anzi, la manovra starebbe già lievitando a 27 miliardi), fanno muro contro l’idea che a pagare siano i soliti noti. Susanna Camusso, segretaria confederale Cgil, è chiara: «Se l’idea è quella, attraverso un decreto legge, di un’operazione violenta contro lavoratori e pensionati, andremo alla mobilitazione. E mi auguro che sia di tutti». La crisi profonda che il governo nega da anni e che adesso richiede una manovra miliardaria, chiama all’unità sindacale. L’avvertimento a Palazzo Chigi arriva anche dalla Cisl, che ha già parlato del rischio di «proteste spontanee »: «Non accetteremo tagli a chi ha dimeno- dice Giovanni Faverin, segretario della Fp – Ci vogliono tagli veri agli sprechi, a partire dalle consulenze, che possono venire eliminate all’80%, con un risparmio immediato di 2 miliardi l’anno. È la spesa pubblica che va colpita, non i dipendenti pubblici. Questa volta i soldi bisogna trovarli là dove c’è qualcuno che può pagare. Gli italiani sono arrabbiati già adesso, figuriamoci con una manovra che penalizzasse di nuovo i più deboli». Del resto, anche lo stesso segretario Raffaele Bonanni l’ha detto chiaro e tondo: «Non accetteremo tagli sul sociale. Nessuno si metta in testa di aprire il capitolo della riforma delle pensioni, o di toccare la sanità e la scuola, anzi bisogna coprire i vuoti di organico». Guglielmo Epifani, segretario Cgil, ricorda che la manovra dev’essere «nel segno dell’equità e anche dello sviluppo» per nondeprimere «investimenti e consumi ». «Se il governo – continua – davanti ad un problema occupazionale comequello attuale, decidesse di aprire il turn over», per esempio nella scuola, «noi saremmo pronti ad armonizzare i costi dei contratti». E, circa la possibilità di uno sciopero generale, il leader Cgil parla della necessità di un confronto e di essere «pronti a discutere »,ma avverte anche: «Se invece il governo tirerà dritto faremo altre scelte».
IL PESO DI FURBI E CORROTTI Le proposte alternative alla mannaia sui lavoratori sono già sul tavolo, in questi giorni le avanzano sia l’opposizione sia i sindacati. Bacino numero uno, l’evasione fiscale. Spiega Camusso: «Abbiamo 100-120 miliardi di evasione, tra pura, contributiva e lavoro nero – cui si aggiungono60 miliardi di corruzione, accertati dalla Corte dei Conti. Il totale fa4 Finanziarie pesanti. Direi che si potrebbe partire da qui. In più, si potrebbe portare la tassazione delle rendite dal 12,5% alla dimensione europea del 20%, e mettere a punto semplici misure per abbattere la speculazione. Mi aspetto che il governo sospenda il processo di federalismo fiscale, e chiami a raccolta l’idea di uno Stato equo ed efficiente, non che si ritrae rispetto ai lavoratori, alle prestazioni pubbliche, alla stessa ripresa economica».Ea Cisl e Uil Camusso tende la mano: «Iniziamo a discutere insieme le proposte da presentare, invece di procedere con incontri clandestini che escludono la Cgil».