Sindacati pronti allo sciopero

16/05/2005
    sabato 14 maggio 2005

      IN PRIMO PIANO – pagina 3

      Sindacati pronti allo sciopero

        ROMA • Luigi Angeletti, leader della Uil, non ha paura delle parole: « Quella del premier è una scelta di classe. Può sembrare un’espressione fuori tempo ma nei fatti è così: toglie i soldi ai dipendenti pubblici per darli alle imprese » . Insomma, per il sindacato, il Governo ha scelto l’asse con le industrie, con il commercio e — in questo quadro — vedono una sola strada: lo sciopero. I tre leader sindacali sono « sdegnati » come dice Savino Pezzotta che ricorda bene quello che è successo non meno di qualche giorno fa. « Era martedì notte, non un secolo fa, quando il ministro dell’Economia ha fatto l’accordo con noi per aumenti allo 5,01%.

        Cos’è cambiato, i dati Istat? Ma il Governo deve aspettare quelle rilevazioni per capire dove sta andando la nostra economia? Se è così sono davvero allarmato. Personalmente, mi stupisco dello stupore: sono due anni che il sindacato dice che la situazione è grave » . I sindacati si preparano a uno scontro frontale con il Governo: nel vertice di ieri tra Cgil, Cisl e Uil sono stati decisi scioperi e forme di lotta lunghe e articolate che verranno messe a punto solo dopo l’incontro di giovedì prossimo a Palazzo Chigi.

        «Siamo un po’ come all’ 8 settembre » , dice Guglielmo Epifani commentando la situazione dell’economia. Dal sindacato la risposta è chiara: o vale l’accordo con aumenti al 5,01% o è lotta. E, soprattutto, «vogliamo tavoli distinti: uno per il contratto pubblico, uno sull’economia» , chiarisce Epifani.

        «Non vado a discutere di salari pubblici con le imprese, il commercio o le banche» , dice Pezzotta che ha appena parlato al telefono con il premier. «Ci chiamano quando si tratta di fare sacrifici. Non ci stiamo, anche perchè questo è solo l’inizio » , dice Angeletti. Il sindacato teme il blocco della stagione contrattuale: anche nell’industria, meccanici in testa.

          Ma la miccia è il rinnovo degli statali. Il ragionamento fatto ieri da alcuni esponenti dei partiti di maggioranza è che— visto che la partita dei contratti pubblici è passata al premier — lo sciopero sarà contro di lui. Una riedizione dello sciopero sulle pensioni nel ‘ 94? Il sindacato non si presta a illazioni. « Facciamo il nostro mestiere e basta » , rispondono.
          Prova a richiamare al senso di responsabilità il vicepremier Fini: « Serve una politica socialmente equilibrata. Il contratto del pubblico impiego è una priorità ma serve avere anche la consapevolezza che bisogna aiutare le imprese a produrre più ricchezza » . La risposta sindacale è pronta: « Non accetteremo nessuno scambio tra le risorse per i contratti pubblici e altre destinazioni » , chiarisce Epifani che insieme ai suoi colleghi contesta le cifre « gli aumenti del 5% non sono oltre l’inflazione. E non è vero che comporterebbero un costo aggiuntivo intorno al miliardo di euro. Sono cifre gonfiate » .