Sindacati pronti a un nuovo patto

28/05/2004


VENERDÌ 28 MAGGIO 2004
Pagina 9 – Economia
 
 
Cgil, Cisl e Uil apprezzano la relazione del neopresidente ma sospendono il giudizio sul tema del potere di acquisto dei redditi
Sindacati pronti a un nuovo patto
Epifani: non mi aspettavo un cambiamento così netto in tempi brevi
RICCARDO DE GENNARO


    ROMA – Una «buona relazione», «coraggiosa e innovativa», che «scommette sul futuro». Usano, nell´ordine, queste espressioni i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Epifani, Pezzotta e Angeletti all´uscita dall´assemblea della Confindustria. Sono convinti di aver trovato – dopo il passaggio di consegne al vertice Confindustria da D´Amato a Montezemolo – un interlocutore credibile, sensibile al dialogo sociale, con il quale concordare un piano delle priorità per il Paese che dia origine a un nuovo patto sullo sviluppo da sottoporre al governo. La «controparte sindacale» apre dunque con decisione al nuovo presidente della Confindustria, dopo quattro anni di «chiusura» e inaridimento delle relazioni sindacali con il predecessore Antonio D´Amato.
    «Resta aperto, tuttavia, il problema della distribuzione del reddito, la salvaguardia del potere d´acquisto dei lavoratori dipendenti e dei pensionati», sottolinea Epifani. Il quale ricorda poi che «un´industria di qualità deve anche superare il problema della precarietà del lavoro». Il leader della Cgil esprime poi il suo apprezzamento per il fatto che dal podio il neopresidente ha parlato anche di responsabilità delle imprese, «cosa che non avveniva da moltissimi anni». Entusiasta per l´enfasi posta sulla necessità di un ritorno alla concertazione, Pezzotta parla di «svolta culturale» ed elenca gli elementi a suo dire positivi della relazione di Montezemolo: la priorità assegnata al fattore innovazione, l´approccio "kennediano" al problema del Mezzogiorno, l´apertura alla ridefinizione dei modelli contrattuali, un passo verso la partecipazione dei lavoratori. Pezzotta, d´altronde, non può non registrare con soddisfazione l´uso da parte di Montezemolo di una parola-chiave alla quale Pezzotta stesso fa ricorso da tempo, la convergenza. «Il Paese ha bisogno di fattori di convergenza. E noi vogliamo convergere», dice Montezemolo. Volontà analoga a quella più volte manifestata dalla Cisl.
    Come Epifani, che non si aspettava «un cambiamento così profondo in tempi brevi», anche Angeletti accoglie con soddisfazione la brusca sterzata degli industriali: «Finalmente la Confindustria dice che bisogna scommettere sul futuro facendo investimenti in ricerca e innovazione. Fino a ieri sosteneva che la competitività si ottiene solo con il taglio dei costi». Secondo Angeletti, «si può, date queste premesse, costruire un´alleanza per l´Italia». I sindacati, che chiederanno un incontro a Montezemolo in tempi rapidi, credono nella svolta. Ora bisognerà soltanto verificare se Montezemolo confermerà la sua linea nei fatti, oppure cederà ai richiami del governo, al quale finora non ha risparmiato frecciate.