Sindacati, primo maggio di tregua

02/05/2003
          1 MAGGIO 2003

           
           
          Pagina 20 – Interni
           
           
          Pesano le divisioni sull´articolo 18. Il presidente di Confindustria D´Amato invita all´astensione
          Sindacati, primo maggio di tregua

          Ad Assisi Cgil, Cisl e Uil celebrano insieme la Festa dei lavoratori
                  Vandalismi anche a Sesto San Giovanni. Solidarietà da Cgil e Uil. Il sindaco Chiamparino: "Queste minoranze saranno isolate"


                  RICCARDO DE GENNARO

                  ROMA – Cgil, Cisl e Uil celebrano la Festa dei lavoratori, unitaria quasi per definizione, ad Assisi. Lo fanno intitolandola alla «pace», il tema – non a caso – che ha tenuto maggiormente unite le tre confederazioni prima e durante la guerra degli Stati Uniti all´Iraq. Lo slogan unitario invita a «ricostruire la pace», ma non basta a nascondere le divisioni che Cgil, Cisl e Uil si portano dietro da molti anni. Sono divisioni pesanti e, probabilmente, irreversibili: perché se i momenti di unità, che pure ci sono, come dimostrano la battaglia per la difesa delle pensioni, il tavolo sul Mezzogiorno con la Confindustria e il rinnovo del contratto degli statali, sembrano prevalentemente tattici, le divergenze sul ruolo del sindacato e sulla riforma degli assetti contrattuali hanno una natura strategica. Prova ne sia, tra l´altro, che se fino a qualche tempo fa fioccavano continuamente formali inviti e propositi di unità, oggi non c´è più nessuno nel sindacato che ci prova.
                  L´ultima divisione in ordine di tempo, che pesa più delle altre su questo Primo Maggio, è quella sul referendum per l´estensione dell´articolo18 alle imprese sotto i 16 dipendenti. Da un lato, la Cgil marcia verso il «sì» (anche i cinque che in segreteria hanno votato per la libertà di voto – Ghezzi, Maulucci, Piccinini, Casadio e Passoni – riconoscono che la vittoria del «sì» può essere utile per sostenere le proposte della Cgil nella battaglia per l´estensione dei diritti), dall´altro Cisl e Uil hanno fatto sapere che lavoreranno affinchè il referendum promosso da Rifondazione, Verdi e area Salvi non raggiunga il quorum: «È un referendum da disertare», ha detto ieri il leader della Uil, Luigi Angeletti. Il quorum mancato è anche l´obiettivo della Confindustria: «La maggioranza degli italiani è largamente contraria al referendum, lo è al punto da avere un grandissimo disinteresse ad andare a votare», ha detto ieri il presidente Antonio D´Amato, che sostanzialmente invita gli italiani, il 15 giugno, ad andare al mare.

                  Il Primo Maggio unitario è inoltre pesantemente contraddetto dall´imminente accordo separato al tavolo del rinnovo del contratto dei metalmeccanici, il secondo consecutivo sulla parte economica, ma il primo sulla parte normativa, cosa che potrebbe avere delicate conseguenze nelle fabbriche. Ad Assisi ci saranno i segretari generali di Cgil e Cisl, rispettivamente Guglielmo Epifani e Savino Pezzotta, mentre Angeletti parlerà a San Paolo, in Brasile, dove è stato invitato del sindacato brasiliano: «Con la globalizzazione i problemi cominciano ad essere comuni». Epifani e Pezzotta auspicano che, nel comizio di Assisi, oggi non si ripetano i fischi e le grida di «venduto» che costrinsero il leader della Cisl a interrompere il suo intervento dal palco a Milano in occasione della celebrazione del 25 Aprile. «Speriamo che il Primo Maggio sia una giornata di festa», ha detto Pezzotta, secondo il quale «chi giustifica quanto accade lentamente se ne rende complice». Dopo le scritte contro di lui apparse nella notte sui muri della sede torinese della Cisl, Pezzotta ha però ricevuto la solidarietà di tutto il sindacato. «Un episodio gravissimo», ha detto Epifani.