Sindacati, l´Ulivo prova a mediare ma tra Cgil e Cisl resta il gelo

23/07/2002





(Del 23/7/2002 Sezione: Interni Pag. 9)
IERI IL VERTICE TRA LE ORGANIZZAZIONI DEI LAVORATORI E I LEADER DEL CENTROSINISTRA
Sindacati, l´Ulivo prova a mediare ma tra Cgil e Cisl resta il gelo

ROMA
Pochi confidavano che l´incontro sul Dpef tra sindacati e Ulivo potesse migliorare di molto il clima tra le confederazioni, dopo la rottura sul «Patto per l´Italia». Nessuno però poteva prevedere che il gelo (nei rapporti politici, ma anche in quelli personali: niente strette di mano, niente saluti) che è calato tra Cofferati e Pezzotta-Angeletti emergesse con tanta evidenza. Nonostante lo sforzo dei dirigenti del centrosinistra – a cominciare da Rutelli e Fassino – che hanno cercato di evitare ogni accenno alle questioni su cui si è consumato lo strappo tra le confederazioni, alla fine sono poche le cose su cui i tre leader sindacali si sono detti d´accordo. E anche l´Ulivo, che tra mille equilibrismi in queste settimane ha cercato di tenere una linea di «unità minima» tra i sindacati, deve accontentarsi di sottolineare i punti di consenso sul Dpef. E come spiega il presidente dei deputati della Quercia, Luciano Violante, «la cosa più importante è che i tre sindacati abbiano accettato subito di incontrarsi e di confrontarsi nel merito dei problemi». Anche se qualcuno – a mezza bocca – confessa: «È stato un incontro inutile». Nella sala negli uffici di Montecitorio Savino Pezzotta, arrivato con un po´ di ritardo, ha accuratamente evitato di sedersi sull´ultima sedia libera intorno al tavolo, che aveva il difetto di essere accanto a quella occupata da Sergio Cofferati. Dopo un po´ di trambusto, al leader cislino ne è stata trovata una, accanto a Luigi Angeletti. Dopo l’introduzione di Luciano Violante, capogruppo Ds, Gianfranco Morgando (Margherita) relatore di minoranza del Dpef, è entrato nel merito della questione illustrando le proposte e le osservazioni dell’Ulivo sul Dpef del governo. Poi è toccato ai sindacalisti: dopo un lungo silenzio, ha cominciato Cofferati, che ha sparato a zero sul Dpef, che per la Cgil non è altro che la logica estensione del «Patto per l´Italia». A seguire, Pezzotta e Angeletti, che non nascondono le loro preoccupazioni per il Dpef (pure espresse con toni per nulla polemici), e naturalmente difendono il «Patto». Poi gli interventi di Francesco Rutelli e Piero Fassino, e a chiudere Ugo Intini (Sdi) e Marco Rizzo (Pdci). Al termine, Pezzotta e Angeletti sono scesi di un piano per parlare con i giornalisti, mentre Cofferati si tratteneva sopra, prima di scendere a sua volta per i commenti. Pezzotta afferma che «l´incontro è servito per illustrare all’opposizione le posizioni del sindacato sul Dpef. Non penso che ci possano essere iniziative comuni, ognuno farà le proprie sulla base della propria autonomia. I rapporti con la Cgil? «Non sembra ci siano tanti punti di incontro». Per Angeletti, «in Finanziaria il governo deve recepire l’intesa raggiunta con il Patto per l’Italia a partire dalla riduzione delle tasse per i redditi medio-bassi e dallo stanziamento delle risorse previste per gli ammortizzatori sociali». Per Cofferati, invece, «il Dpef è inefficace, sbagliato e pericoloso», e la Cgil lo accoglie a suon di scioperi e raccolte di firme su proposte di legge. Quanto a Cisl e Uil, «le nostre diversità sono oggettive e naturali – spiega – anche perché molti dei contenuti del Patto che lede dei diritti senza rilanciare l’economia sono stati poi esplicitati nel Dpef». I leader del centrosinistra non possono che prenderne atto. Piero Fassino parla di «convergenza di obiettivi» e di «comune preoccupazione sul Dpef», pur nella diversità di funzioni e ruoli. Il segretario della Quercia critica Berlusconi, che da Bruxelles fa capire che il governo avrà qualche problema per reperire le risorse necessarie per sgravi fiscali e investimenti: «È la dimostrazione che la politica economica seguita dal ministro Tremonti è stata fallimentare e non ha garantito i tassi di crescita e di espansione previsti». Un po´ più ottimista si dice il leader della Margherita Francesco Rutelli: «Tutto quello che potremo fare come Ulivo per essere un ponte di dialogo tra posizioni differenti – ha detto, con riferimento alla rottura sindacale – lo faremo perché il governo, purtroppo, sta fallendo tutti i suoi traguardi di politica economica e ci aspetta un autunno molto preoccupante per quanto riguarda la scuola, la sanità e la pressione fiscale». Un governo, aveva spiegato Rutelli ai sindacalisti, che «ha un chiaro obiettivo: acuire le divisioni tra di voi», ma che va incontro a un «fallimento gravissimo in campo economico». Per Rutelli, le previsioni economiche dell’Esecutivo sono «labili, contraddittorie ed avventurose», e verranno bocciate dall´Europa.

Roberto Giovannini