Sindacati: Italia in piena crisi economica

21/10/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
249, pag. 5 del 21/10/2003

Sindacati: Italia in piena crisi economica

I dati su ordinativi e fatturato dell’industria ad agosto rappresentano ´un’ennesima conferma del quadro della situazione e ancora indirettamente una conferma della giustezza della nostra critica alla finanziaria’. Così ha commentato i dati dell’Istat il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, secondo il quale ´non solo gli ordinativi sono in flessione, ma il Sud è fermo e quindi l’Italia sta attraversando una delle più difficili crisi economiche degli ultimi anni’. Sulla stessa lunghezza d’onda il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta: ´Si conferma’ ha detto ´quanto andiamo dicendo da gennaio, ovvero un andamento non positivo del nostro sistema produttivo e pertanto la necessità di interventi su quelli che potessero essere fattori di sviluppo’. Pezzotta ha ricordato l’accordo siglato da sindacati e Confindustria che è stato ´mandato al governo, perché servisse per discutere sia sul Dpef che sulla finanziaria. Ma di quel documento abbiamo rintracciato ben poco’. Secondo il sottosegretario alle attività produttive, Mario Valducci ´siamo in un periodo economicamente complesso e difficile ormai da un po’ di tempo, da almeno tre anni’. Secondo il sottosegretario, la situazione difficile nella quale si trova l’apparato industriale ´è legata anche a un nuovo scenario economico internazionale. Ormai da alcuni anni’ ha osservato Valducci ´sono entrati dei competitor internazionali che fino a pochi anni fa avevano un livello di esportazioni molto basso come la Cina, ma anche i paesi dell’Estremo Oriente e l’India che chiaramente hanno poi portato a una contrazione del mercato per le aziende europee’.

Per il segretario dei Ds, Piero Fassino i dati su fatturato e ordinativo dell’industria ad agosto sono i peggiori degli ultimi tre anni, ´siamo in una fase di recessione molto seria’ ha sottolineato ´ma sembra che il governo non ne sia pienamente consapevole, non c’è uno straccio di politica economica e finanziaria in grado di affrontare il problema’.