Sindacati infuriati Sciopero unitario sempre più vicino

13/03/2002


La Stampa web






(Del 13/3/2002 Sezione: Economia Pag. 7)
Sindacati infuriati Sciopero unitario sempre più vicino
Cofferati: il governo adesso si assume la responsabilità di operare una grave rottura sociale con il paese e ne paga le conseguenze Angeletti: Berlusconi decida con chi stare, con noi o con D´Amato

ROMA

Il governo ha «varcato il Rubicone» e ha deciso di tirare dritto sull´articolo 18, col risultato, per ora, di aver ricompattato tutto il movimento sindacale – dalla Cgil fino all´Ugl, passando per Uil e Cisl – sulla difesa a oltranza della dibattuta norma dello statuto dei lavoratori. Se per l´immediato il governo si deve attendere l´impatto di uno sciopero generale unitario, per il futuro i sindacati prospettano una trincea di conflittualità. «Il governo si assume la responsabilità di operare una grave rottura sociale nel Paese, con le conseguenze che da ciò derivano» ha detto il segretario della cgil, Sergio Cofferati, sostenuto con toni analoghi dal suo collega della Uil, Luigi Angeletti: «Se l´esecutivo confermasse questa linea si renderebbe responsabile di una lunga stagione di conflitto sociale». Anche la «trattativista» cisl ha rotto gli indugi: «se il governo sceglie la strada della sfida – ha detto il segretario Savino Pezzotta – noi risponderemo in maniera forte e adeguata». Il costo sociale di questa battaglia è dunque alto, ed è per questo che il capogruppo dei centristi del Polo, Luca Volonté, ha tentato in extremis una possibile ricucitura con il sindacato. Ieri ha invitato a pranzo i segretari di Uil e Cisl affinché si potesse almeno evitare il muro contro muro. I due leader sindacali avrebbero espresso il loro rammarico per la decisione maturata, tanto più che entrambe le confederazioni avevano manifestato una posizione di apertura e di dialogo. Volonté avrebbe raccontato come la sua parte si fosse spesa per una strategia più morbida, ma le cose poi sono andate come si sa, e quindi ora anche loro dell´Udc a questo punto faranno quadrato sul governo, come gli altri. E addio dialogo. «Abbiamo chiesto al Governo – ha detto Angeletti – di togliere dalla delega le modifiche all’articolo 18 e di avviare una discussione sui temi veri del mercato del lavoro per il rilancio dell’occupazione e per lo sviluppo. La maggioranza, invece, sembra decisa ad imboccare un’altra strada e a provocare un conflitto che rischia di prolungarsi ben oltre la fase delle iniziative già programmate per i prossimi giorni. Noi siamo certi che ci sia un enorme consenso sulle nostre posizioni, un consenso che attraversa tutti gli strati della società e tutto il corpo elettorale. Il Governo, dunque, è giunto ad un bivio: deve scegliere se governare con la Confindustria o con la maggioranza dei cittadini». Oggi Angeletti riunirà la segreteria e il 19 il comitato centrale del suo sindacato. Quantomai sferzante è stato Cofferati che, parlando ai delegati del suo sindacato a Treviso, ha ricordato che Maroni «si è lamentato l’altro giorno che forse il governo non è stato capace di comunicare adeguatamente le sue intenzioni. Devo dire – ha evidenziato con ironia Cofferati – che la cosa è davvero singolare da parte di chi ha sei reti televisive, la radio, e una parte dei giornali. Non sono nemmeno stati sfiorati dal dubbio che forse gli italiani hanno capito bene quali sono le loro intenzioni e per questo cresce generica solidarietà sugli obiettivi del sindacato». Cofferati ha confermato quindi la manifestazione del 23 marzo e lo sciopero del 5 aprile. In effetti sulle posizioni di Cgil, Cisl e Uil potrebbe confluire anche l´Ugl, tradizionalmente vicina al centrodestra: «Aspettiamo di vedere – ha detto il segretario generale, Stefano Cetica – quali decisioni prenderà il governo giovedì in Consiglio dei ministri. In queste 48 ore cercheremo di convincere il Governo a togliere l’articolo 18 dalla delega sulla riforma del mercato del lavoro. Se questo non accadrà siamo pronti anche a proclamare uno sciopero generale».

Raffaello Masci
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