Sindacati in piazza:« È l’ora del lavoro»

21/06/2013

L’ultima manifestazione unitaria e «generalista» fu il 6 dicembre 2003 contro la legge finanziaria del governo Berlusconi. Quasi dieci anni dopo Cgil, Cisl e Uil tornano in piazza San Giovanni in un contesto completamente diverso. Un punto di contatto però c’è: la richiesta di ridurre le tasse sul lavoro. Due cortei, almeno 100mila persone (ma si punta a quota 150mila) che partiranno da piazza delle Repubblica (stazione Termini) e da piazzale dei Partigiani (stazione Ostiense) già dalle 9 per arrivare a piazza San Giovanni entro le 11. Dal palco, presentati dalla madrina Rosanna Cancellieri, parlerà prima Bernadette Segol, segretario generale della Ces, la Confederazione europea dei sindacati e poi i tre segretari generali: Luigi Angeletti, Raffaele Bonanni e Susanna Camusso. La prima manifestazione della nuova era unitaria sarà caldissima. Oltre ai temi in ballo, sarà il termometro sotto il solleone romano ad alzarsi alle stelle. Proprio per evitare di sottoporre i manifestanti all’afa delle ore più calde si punta a partire presto e a finire preso con un programma ridotto all’osso. Arrivati a piazza San Giovanni i manifestanti troveranno migliaia e migliaia di bottigliette d’acqua, ombrelloni griffati dai marchi dei sindacati e autobotti con vaporizzatori d’acqua come per i concerti rock. Incuranti del caldo, alcuni iscritti alla Flai Cgil stanno organizzando una versione aggiornata e dal vivo del «Quarto stato» di Pellizza da Volpedo. Una trentina di lavoratori, di cui molti migranti, si vestiranno con i costumi dell’epoca tenendo in mano uno striscione del settore che sta vivendo una crisi senza precedenti. «A Roma confluiranno 1.400 pullman, 10 treni speciali. 5 aerei di linea e 3 navi dalla Sardegna, poi ci sono tutti quelli che verranno con mezzi propri e quelli di Roma», ha annunciato ieri nella conferenza stampa di presentazione Carmelo Barbagallo, segretario confederale della Uil. «Le motivazioni della manifestazione sono così importanti che siamo sicuri della partecipazione e della riuscita, come sul pacchetto lavoro sabato al governo chiederemo soluzioni certe in tempi certi», prende il testimone Paolo Mezzio della Cisl. «Torniamo a piazza San Giovanni unitariamente ed è una cosa straordinaria perché assieme abbiamo più forza per dire che bisogna cambiare rotta rispetto all’austerità a Roma e in Europa e al governo daremo una scossa noi chiedendo lavoro per i giovani e politiche industriali», chiosa Vincenzo Scudiere della Cgil. Tutti si attendono una convocazione da parte di Enrico Letta per discutere i contenuti del pacchetto Lavoro nei primi giorni della prossima settimana, prima del Consiglio dei ministri di mercoledì dovesi annunciano sgravi per le assunzioni a tempo indeterminato degli Under 29 al Sud e semplificazioni sui rinnovi contrattuali a tempo determinato: taglio delle pause fra un contratto e l’altro e delle «causali» dei contratti. «TAGLIARE LE TASSE AI PIÙ DEBOLI» La piattaforma della manifestazione è quella approvata dagli esecutivi unitari di fine aprile. «Non c’è più tempo per aspettare», è l’incipit. «Cgil, Cisl, Uil ritengono sia urgente che il tema del lavoro torni al centro delle scelte politiche ed economiche». I dieci punti partono con il finanziamento delgli ammortizzatori in deroga per il 2013 e l’effettiva salvaguardia degli esodati ma è il punto due il più sentito: ridurre le tasse per i lavoratori dipendenti, i pensionati e le imprese che faranno assunzioni nel prossimo biennio, destinando automaticamente le risorse derivanti da un’efficacie lotta all’evasione fiscale, reato di cui va sancita la natura penale». Gli altri punti riguardano politiche anticicliche con la possibilità per i Comuni di sforare dal patto di stabilità, il ridurre i costi della politica, ammodernare e semplificare la Pubblica amministrazione e prorogare i contratti dei precari del settore, definire una politica industriale salvaguardando l’occupazione, finanziamento della non autosufficiente, riformare l’Imu esonerando i possessori di una sola casa, e infine, correggere le iniquità della legge Fornero sulle pensioni. La mobilitazione per la manifestazione comprende tutte le categorie. Due comunque avranno una ragione in più per manifestare. I primi sono i dipendenti pubblici. Dopo l’approvazione del parere in Commissione alla Camera, il blocco della contrattazione anche per il 2014 pare ormai una certezza. Ieri però i sindacati, comunque contrariati, sottolineavano «la parte più interessante del pronunciamento, quello che impegna il governo a riprendere subito la contrattazione collettiva». L’altra è quella dei pensionati che rischiano di vedere anche per il 2014 il blocco delle rivalutazioni degli assegni oltre i 1.400 euro lordi. E tanti di loro domani saranno in piazza.