Sindacati-imprese,si riparte il 14

03/11/2005
    mercoledì 2 novembre 2005

    IN PRIMO PIANO – Pagina 5

    Concertazione – Faccia a faccia tra i leader

      Sindacati-imprese,
      si riparte il 14

        Lina Palmerini

          ROMA – Si parlerà di Finanziaria. E di riforma dell’accordo del luglio ’93. Ma anche di temi meno "normativi", come il contratto dei metalmeccanici. Non sarà un incontro tra delegazioni quello tra Confindustria e sindacati fissato per il prossimo 14 novembre. La ripresa della nuova fase concertativa sarà rilamciata da un appuntamento ristretto, quasi un faccia a faccia, tra Luca Cordero di Montezemolo e i tre leader di Cgil, Cisl e Uil. Tutto nasce da un documento sulla manovra che i sindacati hanno inviato a Governo e imprese. E, da una successiva lettera che il presidente di Confindustria ha spedito all’indirizzo di Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti per sollecitare una ripresa del dialogo.

          Non si parlerà solo della manovra. E non solo perchè è un tema su cui i posizionamenti ormai sono fatti. Le imprese che hanno dato una promozione – sia pure ai limiti della sufficienza – di quel testo mentre i sindacati si apprestano a scioperare il 25 novembre. Certo, i sindacati chiederanno ragioni alle imprese per aver abbandonato temi come il Sud, su cui era stato firmato un documento comune, ma la manovra non è più un tema strategico. In una stagione di campagna elettorale, si guarda altrove.

          Si guarda alla riforma dei contratti, per esempio. Che potrebbe essere uno dei primi passi da affrontare subito dopo il voto. Subito dopo l’insediamento del nuovo Governo. La Confindustria ha già fatto la sua proposta, votata all’unanimità nella giunta dello scorso 22 settembre. Una proposta bocciata dai sindacati che l’hanno definita «conservatrice», pur non potendo opporre alcun testo alternativo. Ora, invece, a distanza di più di un mese dal documento delle imprese, i tre segretari generali si presenteranno a Luca Cordero di Montezemolo con una proposta "quasi" unitaria. E quel "quasi" sembra non essere un problema.

          L’unica distanza rimasta tra le confederazioni sil nuovo modello contrattuale è la produttività. Nel senso che Cisl e Uil propongono di distribuirla a livello aziendale mentre la Cgil chiede che una parte sia negoziata a livello nazionale. Una differenza che oggi Cgil, Cisl e Uil dicono di essere pronte a gestire in un negoziato con Confindustria.

          Il punto è che, se pure dovesse aprirsi un negoziato, difficilmente si chiuderà prima delle prossime elezioni politiche. Non solo per un calcolo di opportunità che tutti fanno ma anche perché le confederazioni sono alle prese con alcune scadenze. La Cgil ha il suo congresso a marzo. La Cisl deve risolvere un braccio di ferro interno tra il segretario confederale, Raffaele Bonanni, che sta cercando – insieme al alcune frange della Margherita (ma Franco Marini smentisce) – di sostituire l’attuale leader Pezzotta spingendolo a candidarsi nella tornata elettorale del 2006 (ma la scadenza è nel 2007). Infine la Uil, attenta a quello che accade nella "casa socialista" e impegnata nelsuo congresso del prossimo giugno.

          Alla fine, la cosa più urgente e sensibile in agenda resta il contratto dei metalmeccanici. Scaduto da un anno e fermo da un anno: sarà inevitabile parlarne.