Sindacati: il vero problema è l´impoverimento

16/02/2004


SABATO 14 FEBBRAIO 2004

 
 
Pagina 3 – Economia
 
 
L´INIZIATIVA
Maroni: giovedì la proposta finale del governo sulla previdenza e l´incontro con Cgil, Cisl e Uil

Sindacati: basta parlare di pensioni il vero problema è l´impoverimento


          ROMA – È proseguita fino a notte inoltrata la riunione delle segreterie di Cgil, Cisl e Uil per la verifica della linea unitaria. Al centro del colloquio non solo il problema pensioni, che per i sindacati dovrebbe essere rinviato al 2005, come da verifica della Dini, ma soprattutto il problema della crisi industriale, la necessità di una nuova politica dei redditi, che superi il 23 luglio e garantisca il potere d´acquisto delle retribuzioni, il modello contrattuale. Insomma: parliamo dell´impoverimento del Paese, non di pensioni.
          «Il governo deve rispondere – ha detto Marigia Maulucci, segretario confederale Cgil, prima di entrare nella riunione – a priorità come lo sviluppo, l´occupazione, la tutela dei redditi dei lavoratori e dei pensionati, deve modificare radicalmente la politica economica e quelle delle entrate, investendo nei settori strategici e ripristinando la politica dei redditi».
          Nella riunione, cominciata con un´ora di ritardo per l´impegno del segretario Cgil, Guglielmo Epifani, alla convention dell´Ulivo all´Eur, la Cgil ha anche posto il problema delle iniziative di mobilitazione a sostegno della battaglia per costringere il governo a cambiare rotta. «Da tempo insisto sull´esigenza di una radicale revisione dell´agenda politica per porre al primo punto una organica strategia di sviluppo del nostro sistema produttivo», ha detto il leader della Cisl, Savino Pezzotta.
          Nel frattempo, il governo ha annunciato la convocazione dei sindacati sulle pensioni per giovedì prossimo a Palazzo Chigi. Il ministro Maroni ha assicurato che l´esecutivo si presenterà con «una proposta finale», definitiva. Maroni ha dichiarato che «la proposta riguarderà tutta la delega nel suo complesso, il capitolo sul Tfr, quello sulla decontribuzione, quello sui fondi pensione, gli incentivi». Il ministro del Welfare ha tenuto a precisare che «sarà una proposta del governo, condivisa e sostenuta da tutta la maggioranza, come d´altra parte è stata anche la proposta attuale, anche se poi ci sono stati dei ripensamenti, legittimi e si è riaperto il confronto».
          La maggioranza e il governo condividono la necessità di superamento dello scalone del 2008 (passaggio da 35 a 40 anni dell´età contributiva minima è per la pensione di anzianità), ma la soluzione – che deve mantenere inalterati i risparmi sulla spesa previdenziale, fissati da Tremonti allo 0,7 per cento del Pil – non c´è ancora. Lo ha detto esplicitamente il sottosegretario Pasquale Viespoli al termine di un incontro a Palazzo Chigi, proprio sulle pensioni, con il vicepresidente del consiglio Gianfranco Fini e il ministro Mario Baldassarri. Nel frattempo, la Confindustria difende il provvedimento di decontribuzione sui neassunti contenuto nella delega e che potrebbe essere stralciato dal governo: «Deve essere un punto fermo della riforma», dice il presidente Antonio D´Amato.


          (r.d.g.)