Sindacati, fronte con l’Ulivo

30/10/2002




          30 ottobre 2002

          ITALIA-POLITICA
          LAVORO
          Sindacati, fronte con l’Ulivo

          Cgil, Cisl e Uil, ancora divisi, incontrano l’opposizione: convergenze sui no

          Massimo Mascini


          ROMA – Ulivo e sindacati d’accordo. L’aggravarsi della situazione economica, la povertà della politica economica finora espressa dal Governo, la sottovalutazione della ripresa dell’inflazione. Tutti motivi che preoccupano fortemente sia i deputati dell’Ulivo che i vertici di Cgil, Cisl e Uil, che si sono incontrati ieri mattina proprio per capire, alla vigilia del vertice forse decisivo tra forze sociali e Governo, se i timori che serpeggiano nelle file del Centro-sinistra e delle confederazioni sindacali abbiano effettivamente consistenza. Le analisi comuni non hanno tranquillizzato nessuno, ma questo non si è tradotto, almeno per il momento, in iniziative comuni. A impedire che il consenso sulla gravità della situazione portasse a qualcosa di concreto, nel senso di scioperi o manifestazioni di opposizione alla politica economica del Governo, c’è stato soprattutto il diverso giudizio dato sul Patto per l’Italia. Il sindacato infatti è diviso al riguardo, perché Cisl e Uil continuano a sostenere la necessità di applicare in tutta la sua interezza quell’accordo, mentre la Cgil ribadisce che a suo giudizio si tratta di un «morto che cammina», per ripetere l’indicazione che Guglielmo Epifani ne dette in occasione dello sciopero generale. Ma anche le forze dell’Ulivo non sono unanimi al riguardo, perché è cronaca il giudizio negativo che ne danno i Ds e l’attenzione invece espressa dalla Margherita. Un copione che si è ripetuto anche ieri, perché Epifani ha ribadito l’invito a Cisl e Uil per iniziative comuni contro la Finanziaria, non trovando però una sponda nelle altre due confederazioni. Savino Pezzotta al contrario ha colto l’occasione per insistere sulla necessità di piegare il Governo al rispetto del Patto per l’Italia, a partire da quanto quell’accordo prevede per il Mezzogiorno. Pieno accordo invece nel giudicare pericoloso l’attuale momento economico. «Abbiamo condiviso – ha affermato Epifani – la preoccupazione per le politiche sbagliate messe in campo dal Governo con la Finanziaria, che stanno rallentando soprattutto gli investimenti nel Mezzogiorno: una manovra che non propone alcuna politica di sviluppo e contiene elementi di forte iniquità». E qualità per il Mezzogiorno ha chiesto nel corso del’incontro Adriano Musi, segretario generale aggiunto della Uil. Cinque a suo avviso i punti di sofferenza sui quali occorrerebbe maggiore attenzione: il Mezzogiorno, una politica abitativa, i rinnovi contrattuali, il fisco, i pensionati. Non su tutti questi temi esistono opinioni comuni tra le tre confederazioni, ma Musi non si spaventa: «Su alcuni punti c’è vera unità tra noi – dice – su altri no, dobbiamo solo continuare a discutere, questo è positivo». E proprio per questo è stata molto apprezzata la riunione con i deputati dell’Ulivo, perché ha consentito una discussione franca su problemi per tutti centrali. Vincenzo Visco per i Ds e Roberto Pinza per la Margherita hanno espresso la loro soddisfazione per l’analisi congiunta. «C’è una cappa di piombo di preoccupazione – ha detto Pinza – scende su tutti e viene valutata nello stesso modo da sindacati e Centro-sinistra».