Sindacati e Ds abbandonano la manifestazione di Roma

08/04/2002



Sindacati e Ds abbandonano la manifestazione di Roma

(NOSTRO SERVIZIO)

ROMA – La sinistra si spacca sulla manifestazione romana contro il conflitto mediorientale. Ds, Margherita e Cgil, Cisl e Uil di Roma e del Lazio hanno abbandonato il corteo svoltosi ieri nella capitale, in segno di protesta contro slogan, striscioni e posizioni assunti dalle frange più estremiste dei manifestanti, in particolare i No Global. All’origine del divorzio, deciso poco prima che il corteo partisse da Piazza Esedra, c’è l’impronta marcatamente filo-palestinese che la manifestazione ha assunto nonostante gli impegni della vigilia: la mobilitazione avrebbe dovuto tenere una linea politica equilibrata tra le esigenze di sicurezza di Israele e l’aspirazione dei palestinesi a vivere in uno Stato libero e indipendente. «Arrivati in Piazza Esedra – racconta Gavino Angius, capogruppo Ds al Senato – abbiamo visto striscioni con su scritto "Contro il terrorismo dello Stato di Israele". Ci è sembrata un’impostazione inaccettabile». Tra gli altri slogan dei manifestanti: «Sharon genocida», «Stato di Israele, Stato di assassini». Anche la Fiom si è ritirata: Claudio Sabattini, leader dei metalmeccanici della Cgil, ha abbandonato la manifestazione a metà percorso. Il corteo (30mila persone secondo gli organizzatori, 10mila per le forze dell’ordine) era dominato dalle bandiere palestinesi e di alcuni Stati sospettati di alimentare il terrorismo anti-israeliano e anti-occidentale, come l’Irak e l’Iran. Alla testa del corteo è stato visto un gruppo di giovani palestinesi vestiti da kamikaze. «Due popoli, due Stati: questo doveva essere il principio ispiratore. È un’occasione perduta» dice Angius. Hanno sfilato invece gli esponenti di Rifondazione comunista, Pdci e Verdi. In testa al corteo c’erano il rappresentante dell’Anp in Italia, Nemer Hammad, e monsignor Hilarion Capucci, patriarca di Gerusalemme in esilio. Piero Fassino, leader dei Ds, ha detto che si è trattato di «una brutta vicenda. Credere di poter acquisire la pace determinando una strategia politica fondata sulla sopraffazione è una scelta sbagliata». In tutta Italia si sono svolte manifestazioni e cortei contro la gerra in Medio Oriente, così come nel resto del mondo. In Francia almeno in 40mila, secondo gli organizzatori (20mila secondo la polizia), sono scesi in strada a Parigi. Dimostrazioni anche a Bonn e Dortmund. Il presidente della Commissione europea, Romano Prodi, a Venezia per l’Aspen Institute, ha espresso preoccupazione per l’ondata di antisemitismo che sta investendo diversi Paesi dell’Unione, e ha poi giudicato «offensivo e inaccettabile» il rifiuto delle autorità israeliane, nei giorni scorsi, di far incontrare il presidente Arafat ai mediatori europei Josep Piquè e Javier Solana.

M.Lud.
Domenica 07 Aprile 2002