Sindacati e Confindustria chiedono un vertice sul Dpef

23/06/2003

 

 
domenica 22 giugno 2003

Pagina 6 – Economia

 
 
La prossima settimana anche l´incontro tra il premier, Tremonti e Maroni sulla riforma previdenziale
Sindacati e Confindustria chiedono un vertice sul Dpef
Lettera a Berlusconi. Venerdì la verifica di governo
          Si lavora ad un compromesso su cabina di regia e ruolo del ministro del Tesoro, dopo l´offensiva di An e Udc
          Le parti sociali inviano a palazzo Chigi il patto sulla competitività: "Puntare su formazione, Sud, ricerca e infrastrutture"

          BARBARA JERKOV


          ROMA – La settimana che si apre domani sarà decisiva per le sorti del governo. Berlusconi vedrà infatti il ministro del Welfare Maroni insieme a quello dell´Economia Tremonti per affrontare il nodo pensioni. Poi, è già in agenda un faccia a faccia con Bossi e un altro con Follini, prima del vertice di maggioranza sulla verifica, fissato per venerdì. Adesso però anche industriali e sindacati, dopo il documento sulla competitività sottoscritto l´altro giorno, scrivono al premier indicando le loro priorità in vista del Dpef e sollecitando un incontro. Settimana decisiva, appunto, tenuto conto che è anche l´ultima prima dell´avvio del semestre italiano di presidenza dell´Ue.
          La questione del depotenziamento di Tremonti chiesto da An e Udc in nome di una maggiore «collegialità», si avvia a un compromesso che assomiglia tanto a una vittoria del superministro. Niente rafforzamento del dipartimento economico di Palazzo Chigi, come sperava Fini, ma avvio di una «cabina di regia» coordinata dal vicepremier, senza però alcun potere di surroga nei confronti di Tremonti, il quale da via XX Settembre continuerà dunque a dettare le linee della politica economica dell´esecutivo.
          Del resto, Berlusconi ha confermato a Tremonti tutta la sua fiducia e il superministro ha ricambiato, impegnandosi a portare avanti, nonostante il fuoco di sbarramento della Lega, quella riforma strutturale delle pensioni che al Cavaliere sollecitano l´Europa, da un lato, e viale dell´Astronomia, dall´altro. Dall´Economia smentiscono infatti le voci di un compromesso basato sul ritorno al divieto di cumulo fra redditi da lavoro e redditi da pensione: un disincentivo di fatto, oltretutto compatibile con la delega di Maroni, tutt´ora ferma in Parlamento. Invece niente, sembra proprio che il premier abbia intenzione di voler imboccare la linea dura, a costo di sfidare Bossi come, del resto, ha già fatto l´altro giorno da Salonicco, quando ha detto chiaramente che l´immigrazione non è in cima ai problemi del governo, checché ne pensi la Lega.
          «La verifica vera e propria», insiste il centrista Follini, il cui Udc ha posto a Berlusconi richieste programmatiche precise su scuola, ricerca, famiglia, Mezzogiorno, «sarà la Finanziaria». La Finanziaria, certo. Ma prima ancora il Dpef, le cui previsioni di crescita potrebbero, realisticamente, essere ulteriormente tagliate: sotto l´1,1% per il 2003 e dal 2,9% del programma di stabilità, a non oltre il 2% per il 2004. In una lettera al premier, Confindustria, Cgil, Cisl e Uil indicano a loro volta quattro priorità (politiche per la ricerca, la formazione, le infrastrutture e il Mezzogiorno) in vista proprio del documento di programmazione. Non è affatto un caso se queste richieste coincidono perfettamente con quelle dei centristi della Cdl, che già da tempo hanno sottratto a Forza Italia il ruolo di interlocutore privilegiato di viale dell´Astronomia, e ad An quello di area politica di riferimento sui temi delle politiche sociali.