«Sindacati e comuni contro la Finanziaria»

10/10/2005
    sabato 8 ottobre 2005

    «Sindacati e comuni contro la Finanziaria»

      Cofferati: il governo vuole colpire il centrosinistra.
      Cgil: hanno «taroccato» i conti

        di Adriana Comaschi/ Bologna

          LA FINANZIARIA? «UN’AGGRESSIONE agli enti locali», per il sindaco di Bologna Sergio Cofferati. Che per l’Emilia Romagna si traduce in un taglio alla spesa corrente «del 15-16%», spiega il presidente della Regione Vasco Errani, invitando alla mobilitazione per ottenere «un confronto vero, e una modifica sostanziale almeno di alcuni punti». È tutta all’attacco l’assemblea straordinaria degli amministratori dell’Emilia-Romagna, ieri in Comune a Bologna: «Non possiamo rinunciare a ottenere dei risultati, da qui all’approvazione della Finanziaria», scandisce Errani. Poi ammonisce il governo: «Se prevale un’idea politica di penalizzare il centrosinistra attraverso la Finanziaria sarebbe un fatto istituzionale molto serio». Più esplicito Cofferati «sulla malizia politica» del governo: «Ci sarà pure qualche ragione se sceglie di colpire i Comuni: sono guidati principalmente dal centrosinistra».

            A Bologna i rappresentanti di Anci, Legautonomie, Unione delle Province, Unione delle comunità montane concludono la riunione con un ordine del giorno durissimo che boccia la «campagna contro gli enti locali», accusati di sprechi: boccone difficile da digerire in Emilia-Romagna dove i Comuni «hanno sempre rispettato il patto di stabilità». E infatti il tono di Errani sale quando ricorda che «non esistono auto blu, o demagogia sulle consulenze, che possano cancellare un dato: il 70% di 11 miliardi della manovra chiesta dalla Ue lo pagano le autonomie locali e le Regioni». «Siamo in una situazione straordinaria – continua -, questa Finanziaria arriva dopo altre tre che hanno eroso tutti i margini». Errani mette in fila il taglio «reale, al netto del recupero dell’inflazione, del 16%» alla nostra spesa corrente, dopo un 2005 in cui «c’è stata una riduzione del 50% degli investimenti». Attacca Tremonti: «Dice che non ci sono tagli alla spesa sociale, quando noi stiamo ancora aspettando la copertura del 50% del fondo sociale nazionale per il 2005». Si dice preoccupato per i tagli al sistema sanitario mentre «si prevedono 150 milioni per i decoder». E da Errani, come da Cofferati, arriva l’indicazione sulla necessità di fare «massa critica» innanzi tutto «con i sindacati» e le altre forze economiche con cui si condivide la preoccupazione per «l’ulteriore contrazione dei redditi per migliaia di pensionati e di dipendenti». La terra del welfare di qualità è in subbuglio. «Le Province dell’Emilia-Romagna dovranno tagliare spese per 12 milioni, da noi a Ferrara avremo 6 milioni di investimenti in meno», elenca Pier Giorgio Dall’Acqua, presidente regionale Upi. «Qui non ci sono stipendi d’oro da tagliare – gli fa eco il sindaco di Modena Giorgio Pighi – su infanzia, casa, sviluppo siamo stati noi a dare risposte ai cittadini. Dov’è invece il fondo nazionale per gli anziani non autosufficienti su cui contavamo?». A Bologna il taglio ammonta a ben 32 milioni.

              L’allarme dei comuni e delle regioni si somma alle critiche avanzate dai sindacati che chiedono una profonda revisione della Finanziaria. Secondo il responsabile economico della Cgil, Beniamino Lapadula, «si aggrava la già pesante eredità del disavano pubblico» con «un taroccamento dei conti». Il segretario della Cisl, Pezzota, ha detto che lo sciopero generale non è il primo passo, prima bisognerà cercare di modificare la Finanziaria. Comunque la Cisl è pronta a sostenere con iniziative di lotta la battaglia contro la manovra di Tremonti.