Sindacati critici sulla delega

12/06/2002





Il fisco che verrà – A Palazzo Madama confermati i dubbi sulla riforma
Sindacati critici sulla delega
Cgil: copertura a rischio – Cisl e Uil: progressività da mantenere

D.Pes.
ROMA – Un giudizio fortemente critico da parte della Cgil, che prefigura rischi per la finanza pubblica dalla riforma fiscale e parla di «esito distributivo iniquo» a proposito della nuova curva dell’Irpef proposta dal Governo. Una presa di posizione meno netta, ma al tempo stesso critica, da parte di Cisl e Uil che chiedono di introdurre nel testo della delega alcuni «paletti, per quanto riguarda in particolare le deduzioni e la no tax area». Questo, in sintesi, l’esito delle audizioni svoltesi ieri alla commissione Finanze del Senato. La commissione ha deciso di ascoltare separatamente i sindacati, per verificarne la disponibilità a discutere nel merito dei singoli aspetti della delega, anche alla luce del confronto in sede tecnica già avviato presso il ministero dell’Economia. Per la Cgil, è stato il segretario confederale Beniamino Lapadula a illustrare le ragioni delle perplessità sull’impianto della riforma. Sotto accusa, in particolare, la scelta di «finanziare riduzioni permanenti di tributi con aumenti temporanei di entrate». La critica si estende alle due costituende spa (la Patrimonio spa e la Infrastrutture spa) previste dal decreto taglia-deficit, «che possono creare nuovo debito pubblico occulto a danno delle generazioni future». Per l’Irpef, il rischio è che gran parte dei benefici fiscali vada «al 10% più ricco della popolazione». Non è altresì prevista un’imposta negativa per risolvere il problema degli incapienti, vale a dire quei contribuenti a basso reddito che rischiano di essere esclusi dei benefici della riforma. In linea con la strategia adottata dalla propria confederazione, Pier Paolo Baretta, segretario nazionale aggiunto della Cisl, chiede invece alla commissione Finanze di fare chiarezza soprattutto sugli effetti connessi alla trasformazione delle detrazioni d’imposta in deduzioni dall’imponibile. Per questo, «occorre inserire nella delega dei correttivi per recuperare la progressività», fissare il livello di reddito a partire dal quale scattano le deduzioni ed elevare almeno fino a 10mila euro la «no tax area». Anche la Cisl esprime preoccupazioni per la tenuta dei conti pubblici, poiché le previsioni del Governo sulla crescita 2002 «si stanno rivelando troppo ottimistiche». Infine Adriano Musi, per la Uil, esprime dubbi sul l’effettiva salvaguardia nella delega fiscale del principio costituzionale della progressività. Anche per questo, è necessario risolvere la questione degli incapienti. Inoltre, occorrerebbe prevedere una specifica deduzione per le spese di produzione del reddito per i dipendenti e i pensionati. Le valutazioni dei sindacati, integrate dalle proposte di modifica, sono ora all’attenzione dei senatori. Il relatore Giorgio Costa (Forza Italia) sta per predisporre, d’intesa con il Governo, gli emendamenti al Ddl. L’obiettivo è licenziare il testo entro la metà di luglio. La Camera avrebbe a quel punto circa tre settimane di tempo, prima della pausa estiva, per approvare la riforma in via definitiva.

Mercoledí 12 Giugno 2002