Sindacati cauti sul deficit, per scongiurare tagli

26/04/2006
    mercoled� 26 aprile 2006

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    MANOVRA. PER ANGELETTI �L’ITALIA NON � L’ARGENTINA�

      Sindacati cauti sul deficit, per scongiurare tagli

        Di Ettore Colombo

          Se � vero, come � vero, che tra le prime “grane” che il governo Prodi dovr� affrontare c’� quella dei conti pubblici e che soprattutto il Fondo monetario internazionale ha parlato della necessit� di una manovra finanziaria aggiuntiva alla luce dell’andamento negativo della finanza pubblica italiana, i sindacati italiani sembrano gi� viaggiare in sintonia con il premier in pectore e mettono le mani avanti: �Prima vogliamo vedere bene i conti�, dicono, �poi parlare con Bruxelles per una trattativa sui tempi di rientro dal debito e poi andranno, insieme, prese decisioni�.

          A dire la verit�, il segretario della Uil Luigi Angeletti intercettato dal Riformista mentre si reca a Locri per il congresso della Uil Calabria in una �una sorta di assaggio del Primo maggio�, spiegano i suoi, � ancora pi� tranchant di un Cremaschi qualsiasi: �La situazione del nostro bilancio pubblico non credo affatto meriti tanto allarme: questi soloni internazionali che ogni volta ci paragonano all’Argentina mi hanno stufato. Non mi sembra comunque che la commissione europea dica le stesse cose: il nostro bilancio, semplicemente, non � allo sfascio, l’accordo per il rientro dal deficit eccessivo l’abbiamo fatto. gli allarmismi sono inutili. Il vero problema � far crescere l’economia, non diminuire dello 0,2 o 0,3 il deficit. Servono cio� politiche espansive, non certo restrittive. Discuteremo col governo quali�. E se il segretario confederale della Uil Paolo Pirani la pensa allo stesso modo (�Il primo problema � lo sviluppo: la manovra economica, aggiuntiva o no che sia, non pu� che ripartire da qui�) qualche dubbio sembrano averlo in casa Cgil.

          Il segretario generale Epifani, che ieri si trovava a Milano per festeggiare il 25 aprile, ci va cauto, linea Prodi: �L’eredit� del governo Berlusconi in materia di conti pubblici � pesante� e la priorit� del prossimo esecutivo deve essere quella di �avere un quadro esatto dei conti�. Ma in casa Cgil qualche idea su come operare se la sono fatta: la mente economica di corso d’Italia, Beniamino Lapadula, spiega: �I conti saranno anche peggiori di quelli rilevati dall’Fmi e il deficit finir� come minimo sopra il 5%. Tremonti ha operato vari trucchi contabili, alcuni legittimi come non calcolare l’inflazione programmata per il rinnovo dei contratti pubblici (almeno un punto sottostimato di Pil per il 2008) e altri trucchi veri e propri, come far slittare al 2009 sei miliardi di cofinanziamenti europei. Delle due l’una: o vi rinunciamo o si tratta di spese occultate. Un’altro mezzo punto di Pil l’anno. Inoltre, anche la prevista riduzione di spesa per i consumi intermedi sfora sempre di 10 miliardi l’anno, altro 0,6-0,7% di Pil�. Se le stime di Lapadula sono vere e circostanziate non lasciano scampo: �una manovra di aggiustamento � inevitabile� ma bisogna congegnarla in modo tale da non deprimere �quel po’ di ripresa che � in atto�. Sul fronte della spesa, Lapadula vede possibili solo atti contenimento, per�, soprattutto sul fronte della spesa sanitaria: �Gli sforamenti di Lazio e Campania sono gravi ma vanno previsti dei piani pluriennali di rientro in un patto chiaro tra esse e il governo�. Per scendere dal 5% di deficit al 3% circa e stante che una �ricontrattazione� con Bruxelles � necessario, Lapadula rifiuta �cure da cavallo� ma chiede �manovre effettive, non finte, di almeno uno o,0-0,7% l’anno, cio� 10-11 miliardi�, agendo sulle entrate e su (parziali) riduzioni di spesa, ma si rende conto che la lotta all’evasione fiscale � un processo lungo mentre la tassazione delle rendite finanziarie e l’imposta di successione producono effetti limitati, come pure la riduzione del costo del lavoro, che serve pi� per �restituire fiducia agli operatori�: ecco perch� giudica, a titolo personale non come Cgil, �una manovra sull’Iva inevitabile e non rinviabile�.

          Ma di tagli alla spesa che l’influente area pubblica della Cgil non vuole sentir parlare: il segretario della Fp Carlo Podda punta tutto sulla lotta all’evasione fiscale come misura utile a riaggiustare i conti e garantire equit� fiscale: a tal fine chiede di �ripristinare il ministero delle Finanze scorporandolo dall’Economia�. Ministero che ha una �concentrazione eccessiva di competenze: un suo spacchettamento potrebbe aiutare� anche per il segretario confederale Paolo Nerozzi, cigiellino che prima di manovre bis chiede �un’operazione verit� sullo sfascio che ci ha lasciato il centrodestra: prima di tagliare chicchessia ci devono dire dove sono finiti i soldi, compresi i rivoli, dallo sperpero del voto elettronico alle nomine a pioggia di dirigenti amici nella Pa�.

            Giorgio Santini, segretario confederale della Cisl, cerca di rimettere insieme il quadro: �Vedremo se servir�, una manovra bis. Certo, al controllo della spesa siamo attenti anche noi del sindacato, checch� se ne dica, ma l’altra grande questione � la crescita: la spesa sociale va difesa, serve invece investire per rilanciare lo sviluppo, sostenendo investimenti e redditi con la riduzione del cuneo fiscale e stabilizzando il mercato del lavoro, correggendo la Biagi e facendo la riforma degli ammortizzatori sociali�. Ma per fare tutto ci� Santini vede una sola strada: �un nuovo grande patto di concertazione, come nel ’93�.