“Sindacati” Accornero: «Ripartiamo dall’articolo 39»

13/09/2006
    CORRIERECONOMIA di Luned� 11 settembre 2006

    Pagina 2 – In copertina

    Poteri di massa
    l’analisi

    L’intervista – Il sociologo � convinto che le critiche ai sindacati derivino sostanzialmente dal fatto che il nodo della rappresentativit� non � mai stato davvero risolto

      Accornero: �Ripartiamo dall’articolo 39�

      �Bisogna realizzare la trasparenza prevista dalla Costituzione. ma senza attaccare il ruolo delle confederazioni�

        Paolo Foschi

        Per Aris Accornero, professore emerito di Sociologia industriale all’Universit� di Roma "La Sapienza", la liberalizzazione dei sindacati � soprattutto una questione di �trasparenza� delle stesse organizzazioni. �Ma non vale solo per i sindacati dei lavoratori, bens� anche per le associazioni datoriali�, dice lo studioso vicino alla Cgil.

        Perch� � una questione di trasparenza?

          �Perch� il problema centrale � la mancata attuazione dell’articolo 39 della Costituzione. Dal fatto che i nodi della rappresentanza e della rappresentativit� non siano stati sciolti derivano molte delle diffidenze e delle lamentele che investono i sindacati. E da questo clima nascono gli attacchi che mirano a ridurne la sfera d’influenza. Attenzione per� che in questo modo si rischia una disavventura come con la campagna sull’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, mentre se si voglono migliorare le cose bisogna lasciar stare gli attacchi e avere un approccio diverso�.

            Ma lei sa benissimo che Cisl e Uil vivrebbero una legge di attuazione dell’articolo 39 proprio come un attacco mortale nei loro confronti.

              �� vero, non tutti i sindacati vogliono la legge, ma tutti ammettono che se non ci sono norme per contarsi, non abbiamo un quadro certo della rappresentativit�. Manca la trasparenza, c’� spazio per l’imbroglio. La legge sulle rappresentanze sindacali unitarie nel pubblico impiego � stata utile. Arrivare anche nel settore privato a un sistema che permetta la conta e l’elezione periodica dei rappresentanti sindacali sarebbe un grosso risultato per la democrazia. Vari aspetti non limpidi dell’assetto sindacale odierno potrebbero essere messi a posto�.

                Per esempio il sistema della delega che si sottoscrive una volta per sempre, salvo revoca esplicita.

                  �Certo, il problema del rinnovo periodico delle deleghe esiste. Ma attenti agli effetti indesiderati�.

                    Tipo?

                      �Se per ipotesi stabiliamo che la delega dei pensionati per la trattenuta sindacale scade dopo uno o due anni, temo che le confederazioni sarebbero spinte a mettere in campo una politica di rivendicazioni esasperate. Infatti � evidente che senza aumenti delle pensioni i pensionati difficilmente rinnoverebbero la delega�.

                        Resta il fatto che questo � un meccanismo troppo favorevole ai sindacati. Per non parlare delle migliaia di distacchi nel pubblico impiego, cio� sindacalisti a tempo pieno pagati dall’amministrazione, oppure dei contributi figurativi a carico della collettivit� per i sindacalisti in aspettativa.

                          �S�, possiamo fare tutto il lungo elenco delle lamentazioni per i privilegi di cui godono le confederazioni, ma guardi che benefici per i sindacati e i sindacalisti ci sono in tutti i Paesi. Negli Stati Uniti, che pure godono di una cattiva fama a questo proposito, quando un sindacato � votato e riesce a entrare in azienda diventa intoccabile e i suoi membri ottengono benefici superiori ai nostri. � un do ut des�.

                            Il des qual �?

                              �Ne dico solo uno, tipico del sindacato italiano: ottiene gli stessi risultati sia per i lavoratori iscritti sia per quelli che non sono sindacalizzati. Il contratto, con i relativi aumenti, si applica a tutti i lavoratori, senza distinzioni. Non � scontato che sia cos�. Nei Paesi dell’Est, forse per reazione all’egualitarismo del passato, c’� una pericolosa tendenza contraria�.

                                Professore, lei non tradisce il suo amore per il sindacato.

                                  �No, � che sono preoccupato. Non credo che il modo migliore di affrontare la questione cos� definita della liberalizzazione del sindacato sia quello di cominciare a prendere dimira patronati, caf, distacchi e tutto il resto. Questa sarebbe una campagna rischiosa, a prescindere se sia giusta o sbagliata�.

                                    Perch� rischiosa?

                                      �Perch� non otterrebbe il risultato che vogliamo. Creare invece un sistema di regole certe e trasparenti avrebbe effetti di moralizzazione a cascata e benefici per la stessa competitivit� del sistema�.

                                        Le liberalizzazioni dovrebbero servire proprio a questo.

                                          �Pensi solo al collegamento tra rappresentativit� e titolarit� di proclamare gli scioperi. Quanti sono gli scioperi, specialmente nei trasporti, indetti da sigle di incerta rappresentatitivit� e quanto costano all’economia, magari per il solo effetto annuncio, che invece si potrebbero evitare conoscendo la reale forza delle sigle in campo? Sull’attuazione dell’articolo 39 della Costituzione osservo solo che c’� una significativa ripresa di interesse da parte ormai di tutti i giuristi. Partiamo da qui�.