Sindacalisti in strada contro i caporali

22/10/2010

CASERTA — Sono arrivati alla spicciolata, ancora prima che il sole cominciasse a sorgere. Hanno raggiunto la via Domiziana, tra Villa Literno e Pescopagano. Le cosiddette rotonde. I luoghi, cioè, dove ogni giorno, alle prime luci dell’alba, centinaia di immigrati – soprattutto di origine africana, e spesso non in regola con i permessi di soggiorno – attendono il caporale di turno. L’hanno definita «la prima esperienza di sindacato di strada». Ad organizzarla, nell’ambito delle iniziative legate al premio Jerry Masslo, la Flai Cgil. Ieri mattina, un gruppo di circa 200 rappresentanti sindacali giunti da tutta Italia ha cominciato ad effettuare presidi contro il caporalato e lo sfruttamento del lavoro in nero lungo il litorale domizio, territorio caratterizzato da una forte presenza di criminalità organizzata.
L’incontro dei sindacalisti Flai-Cgil con i lavoratori extracomunitari
I primi presidi sono cominciati intorno alle 5. «Abbiamo avvicinato i lavoratori che attendevano i caporali, provando a parlare dei diritti del lavoro e di cittadinanza – spiega Angelo Palella, segretario della Flai Cgil di Caserta – e abbiamo distribuito materiale informativo e volantini. Alcuni li conoscevamo già, perché frequentano i nostri uffici provinciali. Tutti hanno mostrato interesse e disponibilità. Sono sfruttati per 10-12 ore al giorno, e pagati la miseria di 30 euro. Eppure considerano una fortuna essere ingaggiati dai caporali che vanno a raccoglierli lungo le rotonde».
La Flai stima che nella provincia di Caserta vi siano circa 60 mila lavoratori extracomunitari, di cui 25 mila regolari e 35 mila irregolari. La maggior parte di questi lavora in agricoltura. Ma solo 542 su 20.694 sono iscritti negli elenchi anagrafici dell’Inps. «Un dato – sottolinea Palella – dal quale si desume quanto sia significativa l’incidenza del lavoro nero nell’agricoltura casertana: stimiamo che durante le grandi campagne di raccolta, si raggiungano punte di oltre il 90%». La Flai-Cgil ha istituito un premio biennale dedicato alla memoria di Jerry Masslo, il bracciante sudafricano brutalmente assassinato nelle campagne vicino a Villa Literno da un gruppo di malviventi nel 1989 e divenuto per questo simbolo delle prime migrazioni nel nostro Paese. Il premio è suddiviso in tre sezioni e sarà consegnato ad una scuola autenticamente multietnica, ad un «nuovo cittadino» che si è particolarmente distinto sul fronte della tutela dei lavoratori e ad uno scrittore per la migliore narrativa o elaborato sul tema «Lavoro, vita ed esperienze di migranti». L’istituzione del premio è finalizzata alla valorizzazione ed incentivazione della dignità del lavoro nel settore agricolo, con particolare attenzione ai braccianti provenienti dai paesi del terzo e del quarto mondo, e per riaffermare le ragioni della lotta portata avanti dal sindacato in tutta Italia contro il lavoro nero e il caporalato.