“Sindacale” Torino. Peacekeeping a colpi di ramazza

10/11/2006
    venerd� 10 novembre 2006

    Pagina 57 – Cronaca di Torino

    FINANZIARIA – PROTESTANO LE IMPRESE �CIVILI� ESTERNE CHE LO STATO MAGGIORE NON RIESCE PIU’ A PAGARE: DOVRANNO FARLO I MILITARI

      Peacekeeping a colpi di ramazza

        Bilancio in rosso per l’Esercito, in caserma tornano i soldati di corv�e

          Guido Novaria

          Missioni di peacekeeping e corv�e in caserma. Reparti addestrati per essere impiegati in Libano, Afghanistan o Kosovo ma anche in grado di occuparsi della pulizia e manutenzione delle caserme, in pratica di tutti quei servizi che da alcuni anni erano stati appaltati ad imprese esterne. Mancano le risorse, la nuova legge Finanziaria oltre a mettere a rischio tre delle undici brigate, con una riduzione di 7 mila uomini (�Ma potrebbero salire a 20 mila�) ha costretto lo Stato Maggiore dell’Esercito a rivedere l’impiego di personale esterno, mettendo a rischio anche quell’�indotto con le stellette� cresciuto parallelamente alla trasformazione dell’esercito di leva nell’attuale modello basato su reparti di volontari.

          Preoccupazioni che hanno fatto da sfondo, ieri mattina al Palazzo dell’Arsenale, all’inaugurazione del nuovo anno accademico della Scuola d’Applicazione, presenti il ministro della Difesa Arturo Parisi, i capi di Stato Maggiore della Difesa Gianpaolo Di Paola, e dell’Esercito Filiberto Cecchi e il comandante delle Scuole Gaetano Romeo. Cecchi, rivolgendosi al ministro, ha parlato chiaramente di �poter disporre di risorse adeguate per mantenere efficiente l’intero apparato militare�. Parisi non ha replicato direttamente, preferendo delineare la figura del futuro comandante che proprio a Torino segue corsi di formazione particolarmente impegnativi: �Gli ufficiali dovranno essere in condizione di sapere agire in un ambiente interforze e multinazionale, dialogare e cooperare con tutti i diversi e a volte complessi elementi di un “sistema Paes” estremamente articolato�. E ancora: �Sar� necessario riuscire a convivere armoniosamente con enti sino a ieri percepiti come partners impegnativi per la nostra cultura, come ad esempio quelle organizzazioni non governative che talvolta sono portatrici di un punto di vista e di culture professionali molto distanti dal mondo militare�.

          Ma la formazione costa, come il mantenimento degli oltre 110 mila uomini in servizio. �Cosa andremo a dire a chi si arruola oggi che oltre a poter partire per le missioni all’estero dovr� anche armarsi di ramazza e paletta per ripulire i cortili delle caserme o magari finire in cucina a lavare pentole e piatti?� dicono preoccupati allo Stato Maggiore dell’Esercito.

          Da qualche giorno intanto Parisi ed i suoi pi� stretti collaboratori devono fare i conti con le proteste sempre pi� crescenti delle aziende appaltatrici di parecchi servizi all’interno delle caserme. Denunciano di essere in ritardo di parecchi mesi nei pagamenti:�Ma � la prospettiva di essere rispediti a casa quella che ci preoccupa maggiormente� dicono i titolari di alcune societ� che minacciano una clamorosa manifestazione di protesta il 7 dicembre a Caserta, in occasione della cerimonia per salutare il rientro della brigata Garibaldi al termine della missione �Antica Babilonia� in Iraq. �I pagamenti arriveranno anche se con qualche ritardo� assicurano dallo Stato Maggiore da dove per� � partito l’allarme a tutti i comandi sparsi sul territorio nazionale di risparmiare: �Le missioni all’estero ci hanno fatto conoscere ed apprezzare,ma letteralmente messi ko in termini di efficienza dei mezzi, senza dimenticare che senza fondi non si pu� neppure garantire un adeguato addestramento degli uomini�. Parisi � avvertito.