“Sindacale” Precari e pensioni riaccendono il duello

02/11/2006
    gioved� 2 novembre 2006

    Pagina 25- Economia

    PROTESTE DI LOTTA E DI GOVERNO – IL LEADER DEI METALMECCANICI: �IL MINISTRO NON PU� CONTARE SUL FATTO CHE � STATO DEI NOSTRI, NON FAREMO SCONTI�

      Precari e pensioni
      riaccendono il duello
      Damiano-Cremaschi

      In vista della manifestazione di sabato crescono i malumori anche nella Cgil

        Antonella Rampino

        ROMA
        �Stop alla precariet� ora!�: il sito ufficiale di Rifondazione comunista inalbera, non a caso, lo slogan della manifestazione di piazza, naturalmente a Roma, il prossimo 4 novembre. La linea dei bertinottiani � �mica scendiamo in piazza contro il governo�. Sar�. Servir� cotanto understatement? Non tanto, se poi il messaggio che costantemente Franco Giordano propaga � che �il governo rischia di diventare ostaggio di Confindustria�. Non tanto, se poi quotidianianamente infierisce �Europa�, il foglio di Rutelli, punta d’ariete dei liberalizzatori di casa nostra: �Il 4 novembre Bertinotti deve pagare la cambiale all’area dei movimenti sociali, il suo vero retroterra elettorale…�, e via celiando. In effetti, la manifestazione � di tutto rilievo, Acli, Arci, varie sigle pacifiste, Fiom, sinistra Cgil. �Lo schieramento � in pratica lo stesso che scese in piazza a Genova, nel luglio del 2001, contro il G8�, nota Loris Campetti, giornalista del Manifesto �il maggior metalmeccanologo vivente�, come lo chiama Stefano Benni. Solo che allora al governo non c’era Prodi: c’era Berlusconi.

          Tanto che, se si volesse fermare in un’istantanea il senso della pi� controversa e dolorosa (per il governo) protesta di piazza in questo caldissimo autunno caldo, l’immagine sarebbe inevitabilmente questa: Giorgio Cremaschi, classe 1948, una vita nella Fiom, che sfila sotto il balcone di Cesare Damiano, classe 1948, una vita nella Fiom, per� oggi ministro, e proprio del Lavoro. Perch� poi tutto comincia un mese e mezzo fa, quando i Cobas fan pubblicare sul �Manifesto� una pubblicit� in cui accusano proprio Damiano di essere �amico dei padroni�. Riuscendo nella geniale operazione di far defilare la sinistra della Quercia e, soprattutto, �pezzi� della Cgil di Epifani. Non la Fiom di Giorgio Cremaschi: �Saremo almeno centomila�, profetizza, �Damiano non pu� contare sul fatto che � stato dei nostri: non faremo sconti�, e naturalmente �la Cgil soffre della sindrome del governo amico�. In effetti, sfogliando l’�Unit� in questi giorni si vede un Epifani al giorno. Critico verso il governo che �soffre di snobismo�, e aperturista con le problematiche del lavoro inconsistente �adesso basta col precariato�. Mentre �Europa� infuria, �Liberazione� insiste, e il �Manifesto� d� la parola ai lettori: �Polemica asimmetrica� quella tra Damiano e Cobas.

          In questo caos, per un governo che solo pochi giorni dopo (l’11 novembre) vedr� concretizzarsi il ritorno dei girontondi di Pancho Pardi, e per giunta supportati da Lorenza Carlassare, Giovanni Sartori e Gerardo D’Ambrosio, l’istantanea Cremaschi-Damiano aiuta a capire. Tutti e due di provenienza cigiellina, peggio, tutti e due nella Fiom degli anni Ottanta, tutti e due in Piemonte, tutti e due sul fronte del difficile contratto Fiat del 1995-96. Ma uno massimalista da sempre, e l’altro riformista per sempre. Uno che crede che �al centro ci sia sempre il conflitto� (sembra di sentire il Bertinotti d’un tempo), perch� �senza il conflitto non parte nulla�, l’altro attore della concertazione praticata. Uno perennemente in fustagno frusto, che fa tanto shabby-chic, l’altro formale in giacca e cravatta sin dai tempi della Riv-Skf. Perch� poi, se si vuole, anche per Cremaschi e Damiano vale il detto di Vico, �la natura delle cose sta nel loro cominciamento�. Damiano nasce impiegato in una grande azienda metalmeccanica, e con le lotte operaie del ‘69 entra in Fiom. Cremaschi entra invece nella stessa Fiom sull’onda delle rivolte studentesche del ‘68, e dell’incontro con Claudio Sabattini. Tra i due, come si usa nella sinistra comunque perbene, come si usa nelle grandi organizzazioni aduse alle liturgie, mai uno scontro personale, mai una parola di troppo, raccontano. Sar� anche per questo che la battaglia prosegue. Quello del 4 novembre � solo un passaggio. Non solo perch� Cremaschi gi� avverte che �si continuer� contro pensioni e liberalizzazioni�. Soprattutto perch� Cremaschi da una parte e Damiano dall’altra hanno una lunga storia di contrapposizione alle spalle, quella tra massimalisti e riformisti. Tra chi sta con la Cgil di lotta e chi con la Cgil di governo. Figurarsi se, anche tra loro, tutto pu� finire in piazza, tra un paio di giorni.