“Sindacale” Patto produttività: sindacato e sinistra divisi

06/12/2006
    mercoled� 6 dicembre 2006

    Pagina 8 -CAPITALE & LAVORO

      Angeletti a favore, Cremaschi contro. I �riformisti� dell’Unione con Montezemolo, ma Pdci e sinistra Ds attaccano la legge 30

        Il patto per la produttivit�
        divide sindacato e sinistra

          Antonio Sciotto

            Roma
            La proposta della Confindustria di firmare un �patto per la produttivit�, insieme alla strenua difesa della legge 30 da parte degli industriali, divide il sindacato e la sinistra. Gli imprenditori hanno messo il turbo e sono decisissimi ad aprire il tavolo gi� dai primi di gennaio, ponendo paletti invalicabili: la flessibilit� del lavoro, guadagnata grazie a riforme come il pacchetto Treu e la legge 30, � indispensabile e non si pu� tornare indietro, pena la perdita di competitivit� delle aziende. Bisogna dotare dunque i nuovi lavoratori di ammortizzatori e formazione, perch� non si sentano precari. Tesi, queste, che i �riformisti� dell’Unione sono pronti a sottoscrivere: D’Alema, appoggiando l’idea del patto per la produttivit�, affermava a Sesto san Giovanni che �serve pi� flessibilit� e meritocrazia, ma meno precariet�. Piero Fassino, in un’intervista all’Unit�, identifica la riforma del mercato del lavoro con �la messa in campo degli ammortizzatori sociali�: come dire, si tace del tutto quanto contenuto nel programma dell’Unione, che invece parla di �contrariet� e di �superamento della legge 30� e di una profonda revisione di contratti a termine, interinale, appalti. Tocca il tema, invece, il ministro del lavoro Damiano, che ieri si limitava a spiegare che �il governo sta applicando il programma dell’Unione�: in effetti il ministro annuncia di voler abrogare il job on call o lo staff leasing, ma sarebbe poca cosa dato che non li utilizza nessuno. Pi� difficile si presenta la riforma dei contratti a termine, su cui la Confindustria � pure contraria, mentre sui cocopr� Damiano � deciso: punta a non eliminare questa forma contrattuale, ma al massimo a parificarne i costi a quelli del lavoro dipendente.

            La Uil, con Angeletti, ieri si � detta pronta al patto per la produttivit�, �a patto di avere in cambio pi� salario�. Anche la Cisl � favorevole a flessibilizzare gli orari in cambio di maggiore salario, ed entrambi i sindacati propongono di detassare gli aumenti legati alla produttivit�. Quello che vorrebbe la Confindustria � poter ordinare i cambi di orario in azienda senza doverli contrattare con le Rsu. La Cgil potrebbe essere l’ago della bilancia, ma ieri Guglielmo Epifani � rimasto abbottonato: �La posizione della Cgil sulla produttivit� � nota e non cambia�. Finora la Cgil si � sempre detta contraria allo �scavalcamento� delle Rsu, affermando per� di voler valorizzare la contrattazione di secondo livello con una �flessibilit� contrattata� in azienda. Anche sulla precariet� la Cgil avrebbe tesi completamente opposte a quelle della Confindustria, contenute nelle proposte di legge firmate da 5 milioni di cittadini e nelle posizioni congressuali: ma oggi nel paese non � attivata nessuna campagna per sostenerle e rilanciarle. Pi� netto Giorgio Cremaschi, segretario Fiom e leader della Rete 28 aprile Cgil: �Nessuna trattativa e nessun patto sono possibili: Confindustria dimostra di volere una produttivit� fondata sulla precariet� e sull’intensit� dello sfruttamento�.

            Dalla sinistra dell’Unione ieri non � emersa una presa di posizione del Prc (anche se � nota la sua volont� di abolire la 30), ma il Pdci e la sinistra Ds si sono detti contrari al mantenimento della �Biagi�. Per Pino Sgobio (Pdci), la 30 �va abrogata o al peggio profondamente riformata: non si pu� pensare a modificare solo gli ammortizzatori sociali�. Gloria Buffo (Ds) � polemica con Fassino: �La legge 30 si deve cambiare, eccome. Fassino deve ribadire a Confindustria ci� che � scritto nel programma. Perch� i riformisti dell’Unione non lo dicono pi�? Se questa � la "fase 2" inaugurata dai fautori del Partito Democratico, allora non siamo proprio d’accordo�.