“Sindacale” La sinistra dei duri va in piazza da sola

27/10/2006
    venerd� 27 ottobre 2006

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    PRECARI

    di Ettore Colombo

      La sinistra dei duri
      va in piazza da sola

        Non sempre, alla sinistra radicale, le ciambelle riescono col buco. E cos� la manchette pubblicitaria pubblicata l’altro ieri a pagamento sul quotidiano il manifesto firmata dall’agguerrito sindacato di ultra-sinistra Cobas (�No alla Finanziaria ammazza-precari. Damiano, amico dei padroni, vattene�) al fine di pubblicizzare la manifestazione �Stop alla precariet� ora!�, indetta da un ampio spettro di forze politiche e sindacali, pi� che una ciambella malriuscita si sta trasformando in una frittata politica. Almeno a giudicare dalle reazioni, tra lo stizzito e l’inviperito, che ha suscitato. Da Rifondazione – partito dove pure il ministro del Lavoro non ha mai goduto di particolari simpatie – fin dentro la Cgil, dove la manifestazione del 4 si stava lentamente trasformando da iniziativa inizialmente indetta per chiedere �l’abrogazione totale delle leggi Biagi e Moratti� in un vero e proprio corteo anti-governativo e anti-Finanziaria con la scusa della lotta alla precariet�. Tema sul quale, peraltro, sempre ieri � intervenuto anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che da Torino ha definito la precariet� �un problema molto serio� che �mi auguro possa essere affrontato nella sede giusta, il Parlamento�.

        Tornando alla manifestazione e al polverone suscitato dal manifesto dei Cobas – che ieri hanno dovuto incassare pure la critica del direttore del manifesto, Gabriele Polo, che li ha bollati di �settarismo� – mentre Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom, ribadisce la sua presenza al corteo, pur prendendo nettamente le distanze dal manifesto, il segretario della Funzione Pubblica della Cgil Carlo Podda ritira la sua partecipazione. Del resto, la manifestazione aveva gi� creato pi� di un malumore tra i fedelissimi di Epifani. Il quale, peraltro, aveva pi� volte tenuto a precisare che �la Cgil, quando e se vuole manifestare contro la precariet� lo fa chiaramente e cerca di farlo sempre in modo unitario con Cisl e Uil� (e lo far� il 30 ottobre appoggiando una manifestazione unitaria a sostegno dei diritti dei pensionati). Senza improvvide �fughe in avanti�, insomma. Peraltro, sempre ieri e con un comunicato ufficiale, la Cgil ha preso una, netta, posizione: quando si �criminalizzano� persone (Damiano) e organizzazioni o sindacati (la Cgil stessa, tra l’altro), recita la nota, �� evidente che si compie una scelta da cui la Cgil e tutte le sue strutture devono prendere le distanze, a partire dalla manifestazione del 4 novembre�.

          Anche il segretario della Flc (Scuola, universit� e ricerca) Enrico Panini – che aveva appoggiato il corteo del 4 ed era stato tra i promotori, con Podda e Rinaldini, dell’assemblea di luglio al teatro Brancaccio di Roma, che del corteo � stato il vero, potente, incubatore – ritira la sua adesione. Saranno in piazza, invece, sia la sinistra della Cgil di “Lavoro&Societ�”, guidata da Nicola Nicolosi sia la “Rete 28 aprile” capeggiata dal leader Fiom Giorgio Cremaschi, che ribadisce la sua adesione mentre tutti gli altri organizzatori (Arci, Prc, persino Pax Chrsti, perfino) chiedono che, in vista del 4, �non vi siano �strumentalizzazioni n� forzature�. Viceversa, anche dalla sinistra politica e sociale si levano moti di disapprovazione (e di disgusto) per l’improvvido e gratuito attacco dei Cobas a Damiano quanto alla sua presunta �politica “padronale”, a partire dalla vertenza Atesia�. La sinistra dei Ds (area Mussi) ieri ha ritirato la sua adesione, nonostante �siamo stati tra i promotori di “Precariare Stanca”, abbiamo raccolto migliaia di firme e svolto centinaia di assemblee contro la precariet�. Invece, sia l’Arci che Rifondazione, pur condannando �l’attacco di cattivo gusto� (parola del sottosegretario al Lavoro del Prc Rosa Rinaldi, che con Damiano ci lavora tutti i giorni) al ministro, ribadiscono che loro ci saranno. Tutto chiarito, dunque? Mica tanto. La verit� � che la deriva radicale e massimalista che le minoranze del Prc stanno prendendo sulla Finanziaria e che ormai quasi si confonde con l’area dei Cobas, degli �ultra-comunisti� di Marco Ferrando e all’ala pi� dura dei centri sociali e dei no-global (che ora ce l’hanno pure con la presenza �dell’onorevole Caruso� a un’altra manifestazione che si terr� a Cosenza contro gli arresti di esponenti del movimento) la dice lunga sulla spaccatura che la direzione di marcia della costituenda “Sinistra europea” sta creando dentro e fuori il Prc. Per quanto riguarda la Cgil, invece, il manifesto dei Cobas ha prodotto l’effetto opposto: ricompattare i riformisti attorno a Epifani e togliere alla sinistra interna la �foglia di fico� del presunto appoggio che godrebbero (e di cui non godono pi�), ai piani alti di corso Italia.