“Sindacale” Intervista a Mauro Guzzonato

04/01/2007
    giovedì 4 gennaio 2007

    Pagina 13 – Economia & Lavoro

    L’intervista

    MAURO GUZZONATO – Per il segretario confederale Cgil ci sono le condizioni per una stagione contrattuale innovativa

      «Rinnovi giusti in una
      nuova politica dei redditi»

        Milano
        «Non penso che possa essere una stagione di contrattazione più “facile” per via del contesto economico e politico mutato, ma questa fase di ripresa potrebbe favorire una discussione più innovativa». Il segretario confederale della Cgil , Mauro Guzzonato non entra nel merito del dibattito sulle ipotesi di aumenti salariali per il rinnovo dei contratti aperti, ma da responsabile del Dipartimento per le politiche industriali del sindacato guarda all’insieme delle questioni aperte che dovranno essere affrontate nei prossimi mesi.

        Guzzonato, nel 2007 saranno molte le vertenze contrattuali aperte e si profilano anche diversi “tavoli” di confronto con governo e imprese. Cosa si aspetta la Cgil da tutto ciò?

          «Credo che un’agenda che preveda si discuta di diritti, formazione continua, inquadramento, qualificazione professionale possa essere la base per un ragionamento approfondito sul futuro del lavoro in questo paese».

          Ma Confindustria sembra avere a cuore soprattutto un “patto per la produttività”, non è la stessa cosa.

            «Vorrei capire meglio cosa si intenda con questa parola: produttività… Io parlerei piuttosto di un confronto sullo sviluppo, sulla crescita, perché questo è il tema centrale dopo aver affrontato il capitolo del risanamento. Credo che nel nuovo contesto politico e in una fase di ripresa economica sia importante prendere in mano la questione di una seria politica industriale basata su strumenti innovativi per aiutare il sistema produttivo a superare i propri limiti strutturali. E i ogni caso Confindustria deve sapere che discutere di produttività non significa restringere ma semmai allargare il ruolo della contrattazione collettiva».

            Ma con tutti quei tavoli di confronto aperti non c’è il rischio di condizionare le vertenze per i contratti di lavoro?

              «Sicuramente ci sarà da fare un po’ di chiarezza, dovremo definire bene i confini e gli obiettivi di ogni tavolo, redigere un’agenda dettagliata, ma in ogni caso i contratti devono seguire il loro percorso e la oro tempistica in modo del tutto autonomo».

              Anche perché la questione salariale non è svanita nel nulla…

                «Certo che no, abbiamo accumulato una tensione redistributiva molto forte e questa è una delle priorità da affrontare, in sede contrattuale ma anche di politica economica. Ma ritengo altrettanto prioritario discutere di sviluppo e di politica industriale. Il ministro Bersani ha già avanzato proposte interessanti,dobbiamo riuscire a cogliere l’occasione favorevole per continuare a confrontarci su strumenti innovativi».

                gp.r.