“Sindacale” Fiom e Cgil si parlano ma fanno fatica a capirsi

28/11/2006
    marted� 28 novembre 2006

    Pagina 14 – Economia & Lavoro

    Fiom e Cgil si parlano
    ma fanno fatica a capirsi

      Al Comitato centrale dei metalmeccanici
      ampio confronto sulle regole e il dissenso

      di Felicia Masocco

      A CONFRONTO Guglielmo Epifani e le ragioni della maggioranza, Gianni Rinaldini e le ragioni del dissenso. Continua il braccio di ferro tra il leader della Cgil e quello della Fiom che non cercano la via della rottura ma neanche quella della mediazione. Ieri al comitato centrale dei metalmeccanici i toni garbati, sicuramente meno tesi, dell’uno e dell’altro sono serviti a esplicitare contenuti netti, gli stessi che una settimana fa hanno animato il direttivo della Cgil. La riunione continuer� oggi, sono sessantacinque gli iscritti a parlare su 181 membri del parlamentino Fiom. E gi� questo descrive una discussione fuori dalla routine.

      Da parte di Epifani non ci sono stati i richiami aspri ed espliciti a chi non ha seguito l’indicazione della segreteria confederale di non partecipare alla manifestazione del 4 novembre contro la precariet� dopo gli attacchi dei Cobas al ministro Damiano e alla stessa Cgil. E non � stato fatto neanche il nome di chi, come il segretario nazionale Fiom Giorgio Cremaschi, aveva espresso auguri di successo a uno sciopero dei sindacati di base contro la finanziaria. Forte del consenso ottenuto dal direttivo Epifani ha spiegato ad una platea attentissima che il �pluralismo � una ricchezza�, ma i dirigenti devono stare alle regole fissate dalla maggioranza. Su quella manifestazione �ci sono opinioni diverse, non l’ho mai nascosto, ho cercato di chiarirne le ragioni�, ha detto il segretario generale. �E come � garantito il pluralismo a tutti, ci sono regole che riguardano tutti. Una societ� democratica complessa vive di regole. E vale il principio della maggioranza�. L’orientamento preso dal direttivo vale per tutta la Cgil, �fermo restando il diritto-dovere di un gruppo dirigente di stare nei mandati congressuali�. Non solo. Nella sua analisi Epifani ha inserito un altro elemento, cio� il tentativo di un �soggetto politico� di sovrastare il �soggetto sindacale� in quel corteo. Epifani non ha citato il Prc, ma in molti hanno pensato a Rifondazione quando il segretario ha invitato a notare i continui attacchi che si levano al suo indirizzo.

      Gianni Rinaldini � convinto di aver agito nella �pienezza del mandato congressuale�. �� fuori discussione che si rispettino le regole – ha detto poi il segretario delle tute blu – bisogna vedere quali regole perch� una cosa � la dialettica tra confederazioni e strutture, un’altra cosa � la dialettica tra aree programmatiche�. La distinzione l’aveva (implicitamente) gi� fatta Epifani una settimana fa quando nei �richiami� ha calcato i toni sui dissidenti della Rete 28 aprile di cui Cremaschi � portavoce, e meno sulla Fiom. Ieri � tornata nella discussione: per Gianni Rinaldini un conto sono le categorie della Cgil e un conto le aree di minoranza pi� o meno strutturate. In sostanza, la Fiom non deve essere trascinata dentro una resa dei conti tra �aree�. E forse va letto in questo contesto un altro distinguo che da alcuni � stato letto come una presa di distanze da Cremaschi di cui Rinaldini ha detto di �non condividere� il giudizio sullo sciopero dei Cobas contro la Finanziaria, �ma non lo considero illegittimo�, ha precisato, �non pone problemi di carattere statutario�.

      La difesa dell’autonomia della Fiom, della partecipazione alla manifestazione del 4 novembre, il rifiuto – �� una sciocchezza� – della semplificazione per cui i metalmeccanici non farebbero sindacato ma politica. Per Rinaldini �le polemiche sulla manifestazione hanno aspetti strumentali. Confermo la validit� della scelta della Fiom di partecipare. La Fiom � parte costitutiva dall’inizio del movimento mondiale contro il neoliberismo. Tutte le iniziative di questo movimento hanno visto presente la Fiom. Confermo la scelta di partecipare alla manifestazione. Questa parte da Porto Alegre�.

      La relazione di Rinaldini non � stata fatta a nome della segreteria Fiom. Nell’esecutivo non c’� solo Cremaschi che interverr� oggi e ha, tra l’altro, ha un giudizio pi� severo sulla Finanziaria che invece Rinaldini non boccia anche se ha detto di non vedere �questa grande operazione redistributiva�. In segreteria siede anche Fausto Durante che in Fiom ha una posizione di minoranza, mentre � maggioranza in Cgil essendo vicino alle posizioni di Epifani. Intervenuto ieri, Durante ha registrato �molti punti di dissenso� con Rinaldini. In particolare sulla manifestazione del 4 novembre dalla quale si � dissociato. �Pi� in generale non sono d’accordo sul rapporto tra Fiom e Cgil e su quale deve essere la dialettica su confederazioni e categorie�. Abbastanza per votare contro il documento che Rinaldini ha annunciato di voler presentare, oppure per presentarne uno suo proprio. Una conclusione unitaria, dunque non ci sar�.