“Sindacale” Epifani: sì al dissenso ma rispetto per la Cgil

22/11/2006
    mercoled� 22 novembre 2006

    Prima Pagina (segue a pag.13) – Economia & Lavoro

    Epifani: s� al dissenso
    ma rispetto per la Cgil

      Al direttivo duro richiamo a chi ha sfilato il 4 novembre
      Oggi la replica di Cremaschi e Rinaldini

        di Felicia Masocco Roma / Segue dalla prima

        ANZI la segreteria aveva invitato tutte le strutture a fare altrettanto. La Fiom, una parte dell’area programmatica Lavoro e societ�, la Rete 28 aprile hanno marciato ugualmente �ponendo un problema�. Si pone con l’organizzazione dei metalmeccanici che pure – ed Epifani lo dice – aveva avuto mandato dal suo comitato centrale, lo stesso che il segretario generale affronter� il 27 novembre. Ma lo scontro non � tanto con le tute blu. �Il problema in pi� � con Rete 28 aprile e il suo leader Giorgio Cremaschi. Un’area programmatica �di opposizione forte, visto i voti negli ultimi direttivi�, viene riconosciuto. E se questo �� una ricchezza� c’� �una condizione� che anche l’opposizione deve rispettare: sono le regole e i valori della Cgil a cui tutti devono sottostare.

        Il segretario generale personalizza, chiama direttamente in causa Cremaschi, cita gli �auguri di successo allo sciopero dei Cobas e dei Cub� da lui formulati: �A mia memoria non credo di aver mai visto un dirigente della Cgil esprimere questo atteggiamento nei confronti di uno sciopero del sindacalismo di base, che ha un obiettivo diverso da quello della Cgil. Avverto – ha ammonito Epifani che qui si sta superando un limite�. Rete 28 aprile ha una posizione diversa sul Tfr, ad esempio, e pi� in generale non nasconde di temere che la Cgil rimetta i remi in barca ora che c’� un governo di centrosinistra.

        Negazione del dissenso? Per il leader della Cgil le ragioni sono altre. � tornato a spiegare perch� a quella manifestazione la Cgil ha detto no. Lo ha fatto partendo da quanto accaduto sabato scorso a Roma, al corteo per il Medio Oriente dai �fatti vergognosi, segno di seri problemi: non � la questione di pochi imbecilli, ma di una precisa e lucida scelta politica�, � la denuncia. �La stessa cosa l’abbiamo vista contro di noi, contro le nostre scelte, i nostri dirigenti, le nostre sedi�. Il terreno � delicato, va affrontato �con la massima determinazione e senza alcuna ambiguit� o sottovalutazione nei confronti di violenze praticate o verbali�.

        Fermezza dunque. E sta in questa in linea il �senso� della posizione della segreteria di Corso d’Italia sulla manifestazione del 4 novembre contro la precariet�. C’era �rispetto� per i movimenti promotori. Ma poi c’� stata la manchette dei Cobas, �imbecilli�, che attaccava dirigenti e accordi della Cgil e il ministro del Lavoro. �Non possiamo avere ambiguit� o cedimenti sull’uso della coppia amico-nemico che trascina con s� la nozione del tradimento, con chi criminalizza personalizzandole le posizioni degli altri, quando non dici governo, ma il nome del ministro del Lavoro. Sono modalit� che vanno combattute. Perch� anche in questo modo si alimenta un clima che non va bene�.

        Si va ben oltre i differenti giudizi sulla Finanziaria o sulla precariet� di cui pure si � parlato ieri. �Voglio ribadire – ha detto Epifani – che la lotta alla precariet� rimane un nostro fermo obiettivo. Questo non vuol dire che non dobbiamo apprezzare quello che c’� nella Finanziaria, ma non basta. � un punto di partenza�. Quanto alla manovra, pi� in generale, Epifani ha criticato la �farraginosit� delle procedure� e �lo stillicidio continuo di scelte� che hanno fatto crescere disincanto nell’opinione pubblica. Nonostante tutto va apprezzata, per l’inversione di tendenza del suo impianto, il principio di equit� redistributiva tra i redditi, le politiche di lotta al sommerso. Il direttivo oggi voter� una proposta sull’avviso comune sui call center: quattro punti tra cui spicca la condizione di adottare le scelte degli ispettori del Lavoro. �Per quanto riguarda Atesia – ha detto Epifani – gli ispettori hanno riconosciuto 3.200 lavoratori subordinati che per noi sono 3.200 lavoratori subordinati. Quello che vale per Atesia varr� per tutti i terreni su cui intervengono gli ispettori del lavoro�. Le parole del segretario generale non sono affatto piaciute a Gianni Rinaldini, leader della Fiom, nonostante i distinguo di Epifani verso la sua organizzazione. Oggi � atteso il suo intervento e pare sar� altrettanto duro. Anche Cremaschi parler� oggi: �Non condivido la relazione, n� nel merito, n� nel metodo�, � stata la sua reazione a caldo.