“Sindacale” Epifani: il governo a volte pecca di snobismo

30/10/2006
    sabato 28 ottobre 2006

    Pagina 7 – Economia & Lavoro

    Epifani: il governo a volte pecca di snobismo
    A Fermo per l’inaugurazione della Camera del lavoro. �Ogni tanto l’esecutivo si mette in cattedra�

      di Sandra Amurri/ Fermo

      SNOBISMO �S�, la posizione che il sindacato ha espresso unitariamente sulle scelte di fondo della legge finanziaria, � condivisa dai lavoratori, lo abbiamo verificato�, dice d’un fiato Guglielmo Epifani per spiegare che. quel malumore che aleggia � frutto di polemiche strumentali oltre che di una carenza di comunicazione da parte del Governo e delle forze che lo sostengono.

      �Un Governo – aggiunge – che a volte pecca di snobismo, nel senso che non si sente sufficientemente parte delle scelte che adotta. Un Governo, ancora, che a volte sembra voler stare in cattedra accantonando la fatica del confronto�.

      L’occasione del viaggio a Fermo del segretario generale della Cgil � l’inaugurazione della sede provinciale della Camera del Lavoro (Fermo � anche una delle tre province istituite due anni fa che rischiano di restare sospese). La discussione sul tema dell’innovazione e sviluppo, si svolge nell’Aula magna del prestigioso Istituto Tecnico Montani, il primo nato in Italia a met� dell’800, che ha formato fior fiore di tecnici, alcuni dei quali divenuti poi capitani d’industria, a partire da Aristide Merloni, ma anche del Presidente degli Industriali del Fermano, Alvaro Cesaroni, titolare di una importante azienda di informatica, che, cosa assolutamente singolare, � stato delegato sindacale nel corso della sua esperienza di lavoro alla Olivetti. A proposito di formazione, Epifani fa notare che, oltre alla carenza di fondi, c’� anche un problema di soldi �che non vengono spesi bene�.

      La conversazione con Epifani continua sul ruolo del Sindacato, che spiega �oggi pi� di sempre, purtroppo, in assenza di organizzazioni politiche di massa capaci di dialogare con i diversi interessi e bisogni che percorrono la societ�, � centrale, pur nella sua parzialit� di rappresentanza. E lo � anche grazie al rafforzamento dell’unit� tra le tre grandi organizzazioni sindacali�.

      Sviluppare il confronto, la discussione, � una necessit� che Epifani sente come prioritaria, cos� come avverte la carenza dei luoghi dove discussione e confronto possano avvenire. Pensa ai giovani, a quel dramma della cosiddetta modernit� che si chiama “precariato”, ma anche ai salari e stipendi di primo impiego, di quei giovani laureati ai quali il Presidente degli industriali aveva fatto riferimento sottolineandone l’esiguit� ma anche l’impossibilit� dell’impresa di sopportare costi maggiori a causa della competitivit� internazionale, degli aggravi fiscali ed altro.

      Uno spunto di cui Epifani, a conclusione del suo appassionato intervento, si serve per evidenziare un dato emblematico, quello degli stipendi dei dirigenti italiani che sono i pi� alti d’Europa, aggiungendo che occorre puntare ad una pi� equa ridistribuzione del reddito e non continuare ad operare nel tentativo di spaccare l’atomo, pratica che di certo non favorisce l’avanzamento della societ�.