“Sindacale” Chimici e tessili Cgil verso la fusione

19/04/2007
    giovedì 19 aprile 2007

      Pagina 16 – Economia & Lavoro

        SINDACATO

          Chimici e tessili Cgil verso la fusione

            di Giuseppe Vespo/ Milano

            «Per i diritti e per il salario» e per il futuro dei lavoratori che ne fanno parte, i dirigenti e i quadri della Filcem – l’organizzazione che riunisce sotto la bandiera della Cgil i lavoratori di chimica, energia e delle manifatture – si sono ritrovati ieri al Palaterme di Riccione per l’assemblea nazionale.

            A poco più di un anno dalla «vera nascita della Filcem», sancita dal congresso nazionale di Viareggio (7-10 febbraio 2006) che ha fuso la Filcea e la Fnle, un nuovo progetto è allo studio del segretario Morselli e dei suoi. L’idea è quella di unirsi con la Filtea, che nella Cgil rappresenta i lavoratori tessili, «per diventare l’organizzazione più grande dopo la Fiom e per dare un contributo alla comunità sindacale che si ritrova all’interno della Cgil».

            Non è certo la mania di grandezza che spinge il segretario nazionale Alberto Morselli ad unirsi ai tessili, ma «l’evoluzione dell’industria che trova, ad esempio nella ricerca chimica applicata al tessile, il suo approdo naturale». Uno scenario che «anche a livello europeo coinvolge le strutture sindacali del settore e ne permea il dibattito». A cose fatte, la nuova organizzazione rappresenterà oltre trecento mila lavoratori. Ma che vantaggi ne trarranno?

            «La strategia di accorpamento – a detta del segretario – unita agli accorpamenti contrattuali, permetterà oltre a un maggiore spazio di partecipazione politica e sindacale, una più larga estensione dei diritti anche ai contratti di settori minori e quindi più deboli». Una sorta di elevazione della tutela per i meno forti.

            L’assemblea sarà occasione anche per fare il punto della situazione: «Attualmente nel nostro Paese soffre un po’ la petrolchimica, che vive di contraddizioni: a una grande visione strategica si accompagna una scarsa propensione all’investimento. Bene la manifatturiera e la farmaceutica, che soffrono però il rischio di una eccessiva frantumazione». Cioè imprese piccole, zoppicanti in un mercato di cavalli di razza.

            Morselli è comunque soddisfatto del lavoro sin qui svolto: «Abbiamo rinnovato otto dei 15 contratti che rientrano nei nostri settori, senza slittamenti temporali e rafforzando le garanzie per i lavoratori». Le strategie del sindacato per il futuro sono quelle dell’accorpamento e di una maggiore partecipazione-pressione sugli investimenti nella ricerca. «Conquistare nuove frontiere di partecipazione per migliorare la qualità occupazionale e dei salari». Un ultimo accenno infine va alla recente acquisizione da parte di Enel di Endesa: «Siamo soddisfatti. Ma è chiaro che siamo contrari allo spezzatino di Endesa Italia». Il riferimento è alla possibile spartizione di Endesa tra E.on e Asm Brescia, possibile dopo gli accordi tra Enel e Acciona. «Si parla del lavoro di 1.800 persone. Non vogliamo che si disperda l’unicità. Anzi chiediamo il contrario, che cresca dimensionalmente».