“Sindacale” Bombassei: «La Cgil è appiattita sugli statali»

15/12/2006
    venerd� 15 dicembre 2006

    Prima Pagina (segue a pag.6) – Primo Piano

    BOMBASSEI ( CONFINDUSTRIA)

      �Fischi in fabbrica?
      La Cgil � appiattita sugli statali�

      ROMA — �Il sindacato deve smettere di tutelare i privilegi del pubblico impiego, nel Patto per la produttivit� occorre affrontare anche questo nodo, forte fattore di competitivit�. Alberto Bombassei, vicepresidente di Confindustria per le relazioni industriali, � preoccupato che un �pezzo� del Paese continui a sfuggire alle regole di mercato.

      Come spiega i fischi di Mirafiori a Cgil, Cisl e Uil?

      �Quelli pi� sonori sono arrivati per il Tfr dimostrando che � stato un boomerang per il governo e i sindacati. Il paradosso � che il Tfr lo abbiamo dovuto difendere noi! E poi ricordiamoci che in Italia c’� un settore manufatturiero molto importante�.

      Vuol dire che il sindacato si � appiattito sul pubblico impiego e i pensionati?

      �Direi proprio di s�. E i fischi vanno letti anche in questo senso�.

      Che proposte fate?

      �Noi vogliamo passare al pi� presto alla cosiddetta fase due, a rendere operativo e concreto il Patto per la produttivit� che non deve essere visto solo a favore delle imprese ma del Paese. Il sistema Italia va ammodernato nell’interesse di tutti. Prendiamo atto della disponibilit� del governo e di buona parte del sindacato, nel senso di Cisl e Uil�.

      Nel senso che la Cgil rema contro?

      �C’� un forte disagio, soprattutto di una parte del sindacato, perch� si trova a tutelare situazioni di privilegio in aree del pubblico impiego che fa fatica a spiegare agli operai. Non vi � dubbio che ci sia una spaccatura nell’atteggiamento che i sindacati hanno verso i lavoratori privati e quelli pubblici�.

      Quali sono i privilegi?

      �Sono sotto gli occhi di tutti. Per i privati � normale parlare di maggior impegno, maggiore efficienza e flessibilit�. Di merito e produttivit�. Non si capisce perch� il dipendente pubblico non debba rispondere alle stesse regole. Il privato non ha mai la garanzia totale del posto di lavoro perch� un’impresa pu� sempre chiudere. Le aziende pubbliche non si sono mai viste chiudere. Secondo noi � giusto che anche nel pubblico impiego il sindacato cominci a introdurre questi concetti come, anche un po’ provocatoriamente, sostiene negli interventi sul Corriere il professor Pietro Ichino�.

      Il presidente Montezemolo si riferiva al pubblico impiego quando ha detto che met� Paese rema e l’altra siede a poppa senza fare nulla?

      �Si riferiva anche a tutte le persone che in qualsiasi ambiente si impegnano di meno. Naturalmente era un modo per fare un richiamo alla necessit� di avere condizioni di maggior equilibrio in tutto il mondo del lavoro�.

      Ma qual � il vostro interesse a stimolare governo e sindacato su questo fronte?

      �La burocrazia � un costo enorme per le imprese. E’ ovvio che abbiamo tutto l’interesse che le amministrazioni pubbliche siano pi� efficienti possibili. Anche questo � un pezzo, e non indifferente, della competitivit�. Come cittadino, finisco per pagare due volte questo disservizio�.

      Che tempi prevede?

      �Proprio in questi giorni i sindacati dovrebbero concludere il memorandum con il governo e dovrebbe essere l’occasione per introdurre parametri in grado di misurare il merito, la professionalit� e la produttivit� anche nel pubblico impiego. Secondo la riforma del ’93 anche nel pubblico impiego si sarebbero dovute introdurre le regole del privato ma nei fatti non � avvenuto. Prendiamo il caso delle retribuzioni: quelle del pubblico salgono pi� del privato in virt� di automatismi anacronistici�.

      Non � che siete preoccupati che anche i privati vogliano gli stessi aumenti salariali del pubblico?

      �Non mi stupirei che qualcuno lo chiedesse. Il risultato sarebbe devastante, accelerando la fuga delle imprese dal nostro Paese. Sarebbe solo un autogol�.