“Sindacale” Angeletti: «Pronti a discutere, ma non fateci brutti scherzi»

13/12/2006
    mercoled� 13 dicembre 2006

    Pagina 6 – Primo Piano

    “Pronti a discutere
    ma non fateci
    brutti scherzi”

      Intervista a a Luigi Angeletti
      Paolo Baroni

      Aumentare i salari? E’ un problema enorme, che riguarda tutti i lavoratori dipendenti, e si pu� affrontare solo detassando gli incrementi contrattuali� spiega il segretario della Uil Luigi Angeletti, che punta il dito contro una politica fiscale troppo punitiva nei confronti dei redditi fissi. �Serve un accordo di scambio ed un vero e proprio cambio di cultura economica nel Paese�.

      Montezemolo propone aumenti legati ai risultati. Che ne pensa?

        �Che per aumentare i salari bisogna aumentare la produttivit�, che � una delle ragioni per cui la nostra economia non cresce. E per raggiungere questo obiettivo bisogna che la politica fiscale vada nella stessa direzione. Io immagino politiche salariali in grado di produrre aumenti ovviamente differenziati, che servano a premiare il merito, la qualit� del lavoro che viene svolto oltre che la professionalit�, ma anche ad incentivare accordi e contratti che leghino aumenti salariali e aumenti di produttivit�. Ovviamente non stiamo inventando niente di nuovo: anche in passato si sono fatti accordi di questo tipo, con alterne fortune. Cosa che ancora oggi scontiamo. Per questo, per riproporre questo tipo di intese, serve innanzitutto pi� convinzione delle parti ricordando che se in passato non hanno funzionato non sempre � stato per colpa dei sindacati. Parlo per esperienza diretta: quando seguivo i metalmeccanici molti imprenditori anzich� applicare i contratti aziendali che contemplavano questo tipo di scambi preferivano dare le 100 mila e chiuderla l�.

        Il presidente di Confindustria, per�, si spinge oltre: propone ai lavoratori di �condividere con le imprese rischi, ansie e risultati�.

          �No, ansie e preoccupazione degli imprenditori non le vogliamo condividere, altrimenti dovremmo condividere pure gli utili. E questo, ovviamente, non c’� dato. E poi credo che le ansie degli imprenditori nel nostro paese siano mediamente gi� ben remunerate�.

          Allora faccia lei una proposta.

            �Siamo pronti a discutere con le imprese di produttivit�, efficienza e qualit�. Concordando assieme questi obiettivi e la ripartizione degli aumenti salariali. Ripeto: concordando gli obiettivi, non certo prendendo atto di quelli decisi dall’azienda. Questa � “la” condizione per trattare alla pari�.

            Cosa ne pensa della proposta di ridurre tasse e contributi sul lavoro straordinario?

              �La nostra proposta � diversa: bisogna ridurre le imposte sugli aumenti contrattuali, non sugli straordinari. Questa seconda strada potrebbe infatti essere pericolosa, qualcuno potrebbe essere tentato di abusarne�.

              Molti imprenditori per� si lamentano del fatto che tanti operai non vogliono lavorare il sabato perch� il Fisco si mangia quasi tutto…

                �Pure questo � vero. E da qualche parte c’� la pessima pratica di farsi pagare gli straordinari in nero. Che ci sia un eccesso di tassazione sul lavoro � evidente a tutti: � una cosa micidiale. Basti pensare che se uno guardagna 1000 euro netti al mese ha un’aliquota marginale del 33%, mentre se uno “vince” in Borsa paga la cedolare secca. E poi dicono che bisogna valorizzare il lavoro…�.

                Lo �scambio� che propone lei � argomento da contrattazione decentrata. Un eventuale tavolo romano di cosa si dovrebbe occupare?

                  �Di una regola fondamentale come quella che ho proposto: non far pagare tasse sugli aumenti. Un incentivo potentissimo che spetta al governo adottare e che di per s� spinge impresa e sindacato aziendale a lavorare per aumentare la produttivit�. Non chiediamo soldi, ma incentivi che poi possono generare nuove risorse. Passata questa Finanziaria credo con l’anno nuovo se ne possa parlare�.