“Silvio ora basta, la storia siamo noi”

14/02/2011

Firenze – «La storia siamo noi, nessuna si senta esclusa» avanza appeso al collo, su un cartello, fra le macchine imbottigliate del lungarno e la disperazione di quelli in motorino: «ma perché non hanno bloccato il traffico?». Ci sono donne con la fascetta legata in fronte: «dignità», «lavoro», «diritti». Ombrelli con l´invito a Berlusconi: «Dimettiti». Nuvolette con: «l´Italia non è un bordello». Adesivi con sopra: «Il Re è nudo e non ci piace». In testa, lettera dopo lettera, il messaggio cuore della mobilitazione: «Rieccoci». Sono tornate, streghe, donne, «io sono mia».
Slogan che mancavano da anni nelle piazze e che riemergono da un corteo che non è un corteo, ma un´invasione imprevedibile: piazza dei Giudici è troppo piccola e quella dei Cavalleggeri non basta. Tracimano sul lungarno famiglie, bambini, uomini, donne che arrivano a saturare le strade che portano in piazza Duomo. «Siamo trentamila» dice una al megafono. «Sono diecimila» stima la polizia. Sono comunque cinque, dieci, venti volte più di quelle che si potevano immaginare alla vigilia di questa «Se non ora, quando?» in versione fiorentina. Lo si capisce dalla mancanza di una regia, lo si capisce dall´assenza di un palco, di un amplificatore. Lorella Zanardo, regista del documentario-denuncia «Il corpo delle donne», si spolmona dentro uno striminzito megafono in piazza della Repubblica, ma la sua voce scavalca al massimo le prime file. «Mancano le ragazze, dove sono quelle dei licei? quelle che guardano la televisione?» chiede una signora scrutando intorno. «Abbiamo ascoltato la voce delle sedicenni che sono qui in questa bellissima piazza di gente – dice invece Zanardo issandosi sui gradini della colonna a lato della piazza – Ci sono anche tanti uomini e sono contenta di questo. Ma ho una domanda per le donne: possiamo considerare questo un inizio? Cosa ci ha fatto aspettare tanto prima di venire qui?». In piazza c´è il segretario della Cgil Alessio Gramolati, il professor Massimo Livi Bacci, c´è il presidente della Regione Enrico Rossi: «Questa manifestazione non ha colore politico e non distingue tra buoni e cattivi. Semplicemente è una risposta a chi vuole ridurre tutto a merce e pubblicità». «Non siamo a sua disposizione signor presidente del consiglio» si legge su un cartello rosso che sfila nel centro di Firenze. Altre migliaia di persone hanno popolato le manifestazioni di venticinque centri della Toscana, a Pisa per esempio erano in settemila. «Tutto questo non deve spegnersi domani» ha detto Lorella Zanardo da piazza della Repubblica. Non deve spegnersi l´impegno, la voglia di alzare la voce e dire «no che non siamo come la tv e la politica ci rappresentano», cosce e lampeggiamenti da pubblicità. Poi si è spento il megafono e la gente è continuata ad arrivare in piazza della Repubblica e stava lì, senza mettere il game over sulla manifestazione. Come se qualcosa dovesse ancora succedere.