Sifalberghi: tre nuovi complessi entro il 2002

29/04/2002





Sifalberghi investe 26 milioni €, tre nuovi complessi entro il 2002

Rodolfo Bosio

MILANO – «Puntiamo a diventare la prima catena alberghiera in Italia entro tre anni». Ad annunciare l’obiettivo della leadership, ma non solo, è Gianfranco Zavagli, direttore sviluppo di Sifalberghi, la joint-venture tra il colosso francese Accor (75% del capitale) e l’Ifil degli Agnelli (25%). Zavagli, infatti, anticipa anche il progetto di lanciare nel nostro Paese un altro marchio della gamma Accor: Suitehotel. Dotata attualmente di 27 alberghi (cinque Sofitel, sette Novotel, sei Ibis e nove Mercure), sparsi in 17 città e con un totale di 4.058 camere, Sifalberghi ha chiuso il 2001 con un fatturato diretto di circa 77,5 milioni di euro, il 5% in più rispetto all’esercizio precedente, durante il quale è stato conseguito un risultato operativo pari a 10,6 milioni di euro e un utile netto di 4,6 milioni di euro. Nella seconda parte di quest’anno, la società di Segrate di cui Roberto Cusin è presidente e amministratore delegato, aprirà un altro Sofitel nell’isolotto veneziano di Sacca Sessola (320 camere), un Novotel a Torino (162 camere) e un Mercure a Roma (97 camere). «Così – dice Zavagli – saliremo al secondo posto nella classifica nazionale», scavalcando Holiday Inn (in testa si trova Jolly Hotels). Poi, nel 2003, verranno inaugurati due Novotel (a Venezia-Mestre e a Roma), un Mercure (ancora nella Capitale) e due Ibis (a Firenze e a Bologna). Allora, però, l’offerta di Sifalberghi, che quest’anno sta facendo investimenti tecnici diretti per circa 26 milioni di euro, potrebbe risultare maggiore perché il piano di sviluppo prevede anche acquisizioni sia di alberghi esistenti sia, eventualmente, di catene. «Abbiamo trattative avanzate per rilevare alberghi a Roma e a Milano» ammette Zavagli, deciso pure a intensificare la campagna delle affiliazioni (oggi sei), soprattutto con la linea Mercure. Nel quartier generale di Segrate, stanno operando per il varo del primo Suitehotel in Italia, che quasi certamente sorgerà vicino a Malpensa. Questo marchio, diffuso per ora soltanto in Francia, caratterizza un tipo d’albergo moderno per l’uomo d’affari e la sua famiglia: ha camere di una trentina di metri quadrati, attrezzate per consentire anche di ospitare incontri di lavoro e preparare colazioni grazie alla disponibilità, fra l’altro, di un forno a microonde. Nei piani di Sifalberghi, inoltre, figura l’espansione del network nel Mezzogiorno, oggi con meno di mezza dozzina di "bandierine" Accor. Iniziative sono in corso per insediamenti a Palermo, Catania, Siracusa, Salerno e Bari. «Speriamo di chiudere le trattative prima di fine anno per poter aprire gli hotel nel 2005» confida il direttore Sviluppo della joint-venture franco-italiana, sottolineando le difficoltà che trovano ad ampliare le attività gli operatori che puntano su strutture alberghiere di dimensioni medie o grandi. Agli ostacoli di carattere burocratico si aggiungono, spesso, le difficoltà conseguenti alla mancanza di piani regolatori e, quindi, alla necessità di procedere sulla base di stralci. «E non mancano i problemi derivanti dalla difesa di interessi corporativi» sostiene Zavagli, ricordando l’esempio di Roma, che vieta, nel centro storico, nuovi insediamenti alberghieri con oltre cento camere. «Una situazione che spiega il contenimento delle grandi catene nel 7-8% delle attività in Italia, dove la maggioranza dell’offerta è fatta da alberghi di 20-30 camere e che giustifica il sorpasso da parte della Spagna». Lo standard di Sifalberghi comporta strutture con un minimo di un centinaio di camere e un massimo di 250-300. «Piuttosto che hotel di grandi dimensioni preferiamo avere nella stessa città più unità» spiegano nella sede della società, aggiungendo che «così si assicura maggiore qualità e si riduce il rischio d’impresa». La società italiana controllata dal colosso francese conta un migliaio di dipendenti, 2,5 milioni di clienti e, negli alberghi gestiti direttamente, un tasso medio di occupazione del 67%, un punto in più rispetto al 2000 e sette più che nel 1997.

Sabato 27 Aprile 2002