Siena. Pulizie negli ospedali

22/07/2002


21 luglio 2002



SIENA

Pulizie negli ospedali

 

SIENA — Pulizie negli ospedali, si annunciano tempi duri. Sia chiaro, non c’entrano i manager quanto le difficoltà crescenti incontrate dalle cooperative che hanno in appalto il servizio nel reperire manodopera.
«Disagi che rischiano di esplodere — sottolinea Franco Capaccioli della Filcams Cgil — con la nuova legge Bossi-Fini sull’immigrazione. Ho già avuto una serie di incontri con le imprese, da CoopLat alla Eacos, che ha l’appalto per Campostaggia. Il ritornello è sempre lo stesso: qualche servizio primario, come appunto la pulizia degli ospedali, potrebbe risentirne negativamente in quanto la stragrande maggioranza delle persone dedite a questa attività sono proprio extracomunitari». La soluzione, confessa il sindacato, non è semplice «perché, fortunatamente, nel Senese il quadro occupazionale è soddisfacente, i senza lavoro sono meno che altrove. Ma un grido d’allarme va lanciato». Al coro si unisce proprio Doretta Masci, responsabile dell’area senese per CoopLat: « Le assunzioni degli ultimi mesi, direi addirittura del semestre scorso, riguardano nell’80 per cento dei casi extracomunitari, impiegati in larga parte per l’appalto al policlinico Le Scotte. A volte sono proprio loro che chiedono il contratto a tempo determinato in attesa di trovare un’altra occupazione, altre siamo noi che vogliamo valutare l’addetto sul quale peraltro investiamo per la formazione in quanto oggi un servizio presso un nosocomio richiede particolari cognizioni, anche per effettuare le pulizie che è cosa diversa dall’igiene e dalla disinfezione. Insomma, siamo preoccupati di un’eventuale interruzione del flusso di extracomunitari. Per questo lavoro troviamo un senese ogni sette-otto immigrati…».
di Laura Valdesi