Siena. Crisi alla Saped

03/11/2005
    giovedì 3 novembre 2005

    SIENA

      Crisi alla Saped
      in 37 rischiano di perdere il lavoro

        Ancora una crisi nel senese. Lo stillicidio non accenna a fermarsi. Anzi, sembra aver preso una strada decisamente in discesa. L’ultima in ordine di tempo riguarda la Saped, una società di servizi che lavora per Mps.

          Una soluzione entro la fine dell’anno. Altrimenti tutti a casa. È appeso ad un esile filo il futuro dei trentasette dipendenti (di cui trentasei donne) della Saped servizi, (di proprietà al 75% della Data Service, gruppo nazionale con partecipazioni in numerose aziende) che opera a Siena digitalizzando documenti cartacei per conto del consorzio operativo del gruppo Monte dei Paschi. Gurppo che qualche settimana fa ha comunicato la sua intenzione di avvalersi della facoltà di recesso previsto dal contratto in appalto e di conseguenza di interrompere i rapporti contrattuali a fine anno.

            Un vero guaio per la Saped, azienda nata una quindicina di anni fa. Anche perché la banca Monte dei Paschi è il suo unico e solo cliente, conseguenza evidente di una strategia societaria che alla lunga è stata perdente. La decisione provocherà la messa in liquidazione dell’azienda come ha già fatto sapere la società e la conseguente perdita di tutti i posti di lavoro.

              I sindacati del settore, Filcams Cgil e Fiscacat Cisl, che accusano chiaramente i vertici aziendali di latitanza in termini organizzativi e tecnico-operativi, si sono subito mossi incontrando rappresentanti degli enti locali della città e chiedendo un incontro alla banca Monte dei Paschi. «È il committente – ricorda Franco Capaccioli della Cgil – del contratto di servizio e per questo vogliamo che si prenda le sue responsabilità. Ma per il momento le nostre sollecitazioni non hanno avuto alcuna risposta». Il problema per il sindacato è la salvaguardia di quei trentasette posti di lavoro. È probabile che la banca senese decida di indire un nuovo appalto per svolgere il servizio finora affidato alla Saped.

                «A noi se questa azienda viene messa in liquidazione non interessa – aggiunge Capaccioli – semmai vogliamo avere assicurazioni che chiunque si aggiudichi l’appalto riassorba quel personale che rischia di perdere il proprio posto di lavoro. La banca può muoversi in questo senso mettendo questa indicazione nel capitolato».

              Augusto Mattioli