Siemens Italia: più orario stesso salario

12/11/2004


    venerdì 12 novembre 2004

    ESTESO IL MODELLO TEDESCO
    Siemens Italia
    più orario stesso salario


    MILANO
    Se il problema italiano del momento è quello della competitività e Siemens Italia punta ad accrescere la produttività del 10% l’anno per i prossimi 3 anni, il numero uno italiano della multinazionale tedesca non ha dubbi: «La strada – dice Vittorio Rossi – è aumentare l’orario di lavoro a parità di salario». Una proposta che viene dritta dritta dagli accordi sindacali chiusi di recente in Germania, dove «hanno capito che a produrre le stesse cose in Ucraina si risparmia il 30% e ora iniziano a reagire». Per gli oltre 9.700 lavoratori italiani è ancora presto, anche se «ne ho già parlato con i sindacati – racconta Rossi – e non ho trovato chiusure aprioristiche». Intanto per il ramo italiano, così come per il gruppo, è tempo di conti. A Milano, l’anno fiscale ha fatto registrare un fatturato in crescita dell’8% a 3,738 miliardi di euro, con l’Ebit, vale a dire l’utile ante imposte, cresciuto di circa il 6%, a 220-230 milioni. A dare lo sprint ai conti sono stati soprattutto l’incremento a due cifre dell’area Power (vendite +58%), e l’Ict, con fatturato a +10%, dove ha giocato un ruolo fondamentale la telefonia mobile, con commesse importanti quali la fornitura della rete Umts per Wind (300 milioni di euro) e la realizzazione della rete Edge (un’evoluzione del Gsm) per Tim. Non solo. «L’Italia – sottolinea Rossi – è diventato il centro di competenza mondiale nel Wi-Max, la tecnologia per il wireless le cui prime soluzioni saranno pronte nel 2005».


    Il ramo che invece soffre è quello della telefonia fissa, anche per il drastico calo degli investimento di Telecom Italia: «Ormai – nota Rossi – il nostro cliente principale sta diventando Fastweb». Nel frattempo Siemens Italia pensa di continuare nella sua ristrutturazione. «In due anni da 50 aziende siamo passati a 24, mentre per la fine del prossimo anno contiamo di arrivare a 14». Nel contempo però, la società «che dispone di un’ottima cassa», punta ad accrescere la propria quota di mercato «di un punto all’anno» e a rafforzarsi «dove è più debole, attraverso nuove acquisizioni». I risultati globali di Siemens – gli ultimi presentati dall’ad Heinrich von Pierer, che a fine gennaio sarà sostituito da Klaus Kleinfeld -, a parte un calo di utili nel terzo trimestre per il 10%, si mostrano in linea con le attese. L’utile netto è salito del 39%, a 3,405 miliardi di euro, l’utile operativo è balzato del 16%, mentre gli ordini si sono attestati a oltre 80 miliardi di euro (+8%), con vendite a più di 75 miliardi di euro (+1%).