Sicurezza sul lavoro: il governo regala l’impunità alle imprese

14/03/2003

          14 marzo 2003

          Modifica alla legge 626
          Sicurezza sul lavoro:
          il governo regala
          l’impunità alle imprese

Pizzinato
e Battafarano (Ds):
prima viene
il profitto
poi i lavoratori
          Nedo Canetti
          ROMA Prima il profitto, poi la salute dei lavoratori. Il governo è
          deciso a mettere le mani sulla 626, la legge sulla sicurezza nei
          luoghi di lavoro, sostituendola con un testo unico. Chiede, per
          scrivere nuove norme in materia, una delega praticamente in
          bianco. Ha scelto come strumento l’annuale legge di semplificazione
          legislativa, attualmente all’esame del Senato.
          Una delega per depenalizzare. Questo hanno denunciato ieri
          i senatori dell’opposizione, presentando un emendamento contrario
          alla norme, che governo e maggioranza hanno bocciato,
          senza quasi discuterne. «Quando sarà approvata questa legge -spiegano
          i ds Antonio Pizzinato e Giovanni Battafarano – la salvaguardia sui posti
          di lavoro sarà garantita solo se le norme di sicurezza non costeranno troppo, in termini economici e burocratici.
          D’ora in poi la sicurezza dei lavoratori dovrà essere compatibile con le esigenze di produttività e profitto delle imprese».
          Lo prevede proprio la delega per la stesura di un testo unico per la sicurezza sui posti di lavoro, che il governo chiede al Parlamento.
          «Un testo unico è necessario – sostengono gli esponenti della Quercia – ma non serve a nulla se non contiene indicazioni normative stringenti e rigorose». Al contrario, l’esecutivo chiede una delega basata su criteri vaghi, imprecisi e inadeguati, in bianco. «Tutto questo – incalzano Battafarano e Pizzinato – mentre in Italia continua il drammatico stillicidio di infortuni, un vero e proprio bollettino di guerra, con un milione di infortuni accertati, quasi 1.300 mortali, ogni anno e centinaia invalidanti, con malattie professionali in crescendo e
          morti per tumore, mentre cresce il numero dei lavoratori, giovani e atipici, sempre meno tutelati».
          Il governo, hanno sostenuto in aula i senatori dell’Ulivo e di Rifondazione, sta creando le premesse per misure che porteranno ad un abbassamento inaccettabile dei livelli di sicurezza e che ridurranno la prevenzione.
          Si attenuano anche rigore e severità. Basta considerare che per le imprese e i datori di lavoro che non rispettano le regole si va addirittura verso la depenalizzazione dei reati. «È un’inaccettabile delega in bianco – sostiene l’ex ministro del Lavoro, Tiziano Treu – Nel caso della sicurezza sul lavoro, la
          questione è estremamente delicata, tanto che in commissione già
          avevamo sollevato una questione di incostituzionalità: è inaccettabile,
          in un campo dove è in gioco la vita e l’integrità fisica di milioni di persone, dare indicazioni totalmente generiche».