Sicurezza dei negozi, siglata maxi-intesa

01/07/2003

        martedì 1 luglio 2003

        Sicurezza dei negozi,
        siglata maxi-intesa

        ROMA - Scatta il progetto "Negozio sicuro": gli
        esercizi commerciali saranno collegati, attraverso
        sistemi di video-sorveglianza, con le centrali
        operative di polizia e carabinieri. A dare il via
        al progetto, in collaborazione con Confcommercio,
        Confesercenti e Smau, è stato il ministro
        dell’Interno, Giuseppe Pisanu, che ha firmato
        ieri al Viminale un protocollo d’intesa con il
        presidente Sergio Billè.
        «Il progetto "Negozio sicuro" consentirà a qualunque
        esercente — ha spiegato il ministro — di
        collegarsi direttamente con le sale operative delle
        forze dell’ordine e di avere la loro immediata
        assistenza. Nasce una forma di sicurezza "dedicata",
        cioè specificamente rivolta alla tutela di particolari
        categorie di cittadini dai rischi di carattere
        professionale. In questo stesso filone —ha ricordato
        Pisanu — si inseriscono anche le iniziative
        avviate con Abi e Poste italiane per gli operatori
        del settore finanziario». Secondo il responsabile
        del Viminale «il negozio deve essere sempre più
        un luogo sicuro dove l’imprenditore possa lavorare
        con serenità insieme ai suoi familiari».
        Il vicecapo vicario della polizia, Antonio Manganelli,
        ha sottolineato i buoni risultati della sperimentazione
        di videosorveglianza su 2mila esercizi
        pubblici che è stata già svolta. «Il collegamento
        con le forze dell’ordine è già servito a sventare i
        soli cinque tentativi di furti o rapine messi in atto».
        Per il presidente della Confcommercio, Sergio
        Billè, l’intesa con il Viminale «è una compiuta
        risposta all’esigenza di sicurezza di chi svolge
        attività commerciali. Ci sono stati anni difficili e
        si è arrivati a 40mila rapine in un anno. Una
        situazione grave per il Paese e per la sua economia.
        Quello di oggi è un tentativo di risposta che
        valutiamo con ottimismo».