“Sicurezza 2″ Sanzioni più leggere

26/10/2004


             
             
             
             
            Numero 256, pag. 35
            del 26/10/2004
            Sanzioni più leggere e spazio alla prevenzione degli illeciti
             di Daniele Cirioli
             
            Regime sanzionatorio più leggero per le violazioni alle norme sulla sicurezza del lavoro. Si riducono le sanzioni penali e viene rafforzato l’istituto della disposizione, che consentirà ai datori di lavoro di adempiere agli obblighi su ordine degli ispettori di vigilanza e senza incorrere in penalità. Buone notizie per i preposti, il cui ruolo si distingue nettamente da quello del datore di lavoro/dirigente specie in tema di responsabilità. Sanzioni amministrative da 200 a 600 euro per lavoratori autonomi e imprese familiari. È quanto prevede la bozza di decreto legislativo di attuazione della legge n. 229/03 in materia di T.u. sulla sicurezza.

            La sicurezza è un compito gestionale. La rivisitazione delle sanzioni è uno dei punti qualificanti il restyling della disciplina sulla sicurezza del lavoro. La legge n. 229/03 richiede una riformulazione dell’intero regime, puntando su:

            a) previsione di sanzioni amministrative per gli adempimenti formali;

            b) revisione del regime di responsabilità in considerazione della posizione gerarchica tenuta all’interno dell’impresa (soprattutto le posizioni dei preposti rispetto al datore di lavoro e al dirigente);

            c) valorizzazione degli strumenti di prevenzione e informazione rispetto a quelli repressivi e sanzionatori.

            Se diverse sono le finalità, uno solo è lo scopo dichiarato di riforma: impedire che la prevenzione venga affrontata solamente in funzione dell’applicazione delle singole prescrizioni normative. In altre parole, facilitare il passaggio da una gestione della sicurezza per regole a una per obiettivi, in linea anche con gli orientamenti comunitari, imperniati sul principio che la salute e la sicurezza sul lavoro sono un compito gestionale.

            La depenalizzazione. La caratteristica del nuovo sistema sanzionatorio è, dunque, l’ottica di azione: prevenzione e non repressione degli inadempimenti. Una sorta di depenalizzazione, a tal fine, è realizzata mediante la rimodulazione delle sanzioni, tra quelle amministrative e penali, nonché attraverso la distinzione delle fattispecie contravvenzionali a carico dei preposti che l’attuale disciplina (dlgs n. 626/94), invece, erroneamente equipara a quelle a carico dei datori di lavoro e dei dirigenti. Inoltre, è realizzato con un potenziamento della disposizione, istituto al quale gli ispettori potranno ricorrere con riferimento alle prescrizioni non direttamente incidenti sulla sicurezza nei luoghi di lavoro ma, tuttavia, assistite da sanzione penale in caso di loro violazione.

            Il nuovo regime sanzionatorio è prescritto al titolo XIII della bozza di T.u., in cui sono individuate situazione per situazione le diverse contravvenzioni e relative sanzioni.

            Più spazio alla disposizione. Dell’istituto della disposizione s’interessa l’articolo 32 della bozza di T.u. Stabilisce che gli ispettori che effettuano attività di vigilanza la impartiscono ai fini dell’applicazione delle norme di buona tecnica e delle buone prassi, qualora ne riscontrino la mancata adozione e salvo che il fatto non costituisca reato. Le ´norme di buona tecnica’ sono regole emanate da organismi nazionali e internazionali (Cen, Iso, Iec, Cei), nonché alcune disposizioni legislative (dpr n. 547/55, n. 164/56 ecc.); le ´buone prassi’, invece, sono soluzioni organizzative o procedurali raccolte e validate da regioni, Ispesl, Inail, enti bilaterali.

            In questi casi, dunque, in luogo della sanzione penale oggi prevista, i datori di lavoro saranno raggiunti dall’ordine esecutivo degli ispettori di adempiere entro un certo termine all’obbligo disatteso e, rispettando l’ordine, si libereranno di ogni responsabilità. Avverso le disposizioni, i datori di lavoro potranno presentare ricorso entro 30 giorni, con eventuale richiesta di sospensione.

            Sanzioni amministrative per le imprese familiari. Sul campo applicativo delle norme in materia di sicurezza, la bozza di T.u. prevede l’estensione a lavoratori autonomi e componenti d’impresa familiare. Estensione, tuttavia, molto contenuta, perché limitata all’obbligo dell’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (dpi); ma non per questo esentata da corrispettive misure punitive. Infatti, i predetti soggetti che non si muniranno dei dpi e/o non li utilizzeranno conformemente alle prescrizioni del T.u. (titolo V) saranno soggetti a una sanzione amministrativa da 200 a 600 euro. (riproduzione riservata)